SPETTACOLI
Gli Avanzi di Balera
La notizia, alla fine, la dà il dottor Pier Luigi Rossi, primo rettore della Fraternita dei Laici. “Una scuola di lingua aretina”, dice con microfono in mano alla presentazione del ritorno sul palcoscenico degli Avanzi di Balera il prossimo 11 aprile con lo spettacolo Dio, Sagra e Famiglia all’auditorium Caurum. Biglietti già esauriti.
Perché in fondo, Santino Cherubini, Francesco Maria Rossi e Alessandro Lisi, in questi 30 anni di spettacoli, hanno fatto questo: salvaguardare la nostra lingua. Che più che un dialetto è una lingua “diversa dal fiorentino e da tutto il resto”.
“Una scuola – sottolinea il dottor Rossi – che può essere rivolta alle nuove generazioni, ma anche a tutti coloro che vogliono difendere la nostra identità. Perché noi non parliamo fiorentino, parliamo aretino”.
E su questo derby con Firenze, Alessandro Lisi non perde l’occasione per dare due stoccate. La prima: “Noi con i fiorentini non ci s’ha tanto feeling. La fortezza è la Striscia di Gaza, ci hanno tritato la parte più bella della città e io sarei per buttarla giù la fortezza e rifarla di alluminio. Ci dovrebbero ridare anche quella bestia (la Chimera ndr). Anche se non se sa come governarla, perché non se sa che mangia. Forse è meglio che ci pensino loro, perché c’avranno le crocchette adatte”.
Nel tempio della cultura, passata e presente, la biblioteca Città di Arezzo, il presidente Alessandro Artini li introduce: “Gli Avanzi creando personaggi caricaturali, hanno rispecchiato la comunità aretina e in questo senso noi gli riconosciamo anche una valenza culturale, così come nello sdoganare il nostro vernacolo aretino. Questa è la ragione per cui la Biblioteca è voluta essere al fianco degli Avanzi”.
“Volevo precisare - interviene Francesco Maria Rossi - che per fare questo spettacolo in collaborazione con la biblioteca, abbiamo preso la licenza di quinta elementare e proprio per questa collaborazione abbiamo scritto anche un libro ‘Aretini fori de l’orbita, il libro del trentennio avanzista’ che verrà regalato agli spettatori. Un agile strumento di comprensione della città di Vasari, Mecenate e Pupo”.
Appeso al tavolo della conferenza oltre ai manifesti del prossimo spettacolo, c’è anche quello di Vota il Rapo che in questo clima politico ci sta bene. Santino Cherubini: “In questo momento mi sovviene un’espressione storica: dove eravamo rimasti. Da quindici anni non facciamo più spettacoli tutti e tre insieme. E come si dice in questo periodo di campagna elettorale ‘ce l’hanno chiesto i cittadini’ e quindi noi abbiamo deciso di scendere in campo con il partito del Rapo: un partito populista per il popolo, per la gente e per Arezzo. Ora, visto che questo sistema elettorale ci obbliga a trovare un’alleanza, noi l’avevamo anche trovata, ma purtroppo è saltata. A noi Beppe Angiolini ci piaceva troppo, però è saltata, perché qualcuno ha detto ‘con gli Avanzi di Balera no, sono inaffidabili e massoni’, perché noi abbiamo l’Accademia del Colesterolo che è la massoneria della sagre”.
Ma se ci saranno repliche “forse nell’interland aretino”, è probabile di riverli anche a qualche sagra? Santino Cherubini risponde: “La sollecitazione c’è e forte. Però fare uno spettacolo ad una sagra è fatica. Immaginatevi fare uno spettacolo con davanti persone in piena digestione. Compresi noi. Perché noi se mangiava prima di quell’altri e se mangiava di più”.
“E poi il discorso è un altro - interviene Alessandro Lisi - se rischia di avere una reazione a catena e che se ne faccia una dietro l’altra delle sagre. Perché poi ci vengono a cercare a casa”.
Intanto sabato 11 aprile i tre comici della nostra aretinità saranno al Caurum con lo spettacolo e un omaggio: il libro sì, ma “anche a tanti aretini che purtroppo non ci sono più”. Sipario su, dopo quindici anni.
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