Arezzo
Settore orafo in difficoltà
Una cassa integrazione straordinaria, come per il Covid, perché il momento è veramente difficile come mai era accaduto. Questo stanno chiedendo le aziende orafe aretine, ci confermano le associazioni di categoria.
“Tutte le difficoltà che possono interessare il settore orafo, ci sono - afferma Mauro Benvenuto presidente di Cna orafi Arezzo - dagli sbalzi del costo della materia prima, alle guerre che bloccano i mercati, ai dazi. Di conseguenza le aziende usano la cassa integrazione. Il lavoro è fermo come mai era accaduto. Come Cna nazionale ci stiamo muovendo per chiedere una cassa integrazione straordinaria allo Stato”.
C'è da correre, insomma, per consentire al sistema di reggere e non crollare sotto il peso di difficoltà che, mai come adesso, si sono concentrate tutte nello stesso periodo e così a lungo.
“Sì, abbiamo bisogno di tempi più rapidi - prosegue Benvenuto - perché il nostro settore sta affrontando una crisi che non c'è mai stata prima. Parlando anche con chi questo lavoro l'ha fatto per una vita, mi raccontavano che nel tempo i momenti di difficoltà ci sono stati, ma mai così duraturi e mai così importanti. Magari non andava bene un mercato, ma c'era l'altro che supportava la produzione. Oggi non ci sono mercati che supportano il lavoro. Non è che ha piovuto sul bagnato - conclude Benvenuto - ha grandinato sul bagnato”.
Una difficoltà oggettiva, dunque, che starebbe vivendo l'intero settore. Più della metà delle aziende avrebbero già richiesto la cassa integrazione o la stanno già utilizzando.
In questo momento ci sarebbero problemi anche per il cosiddetto “prestito d'uso” lo strumento con cui le aziende ottengono il metallo prezioso dal sistema bancario.
“I costi dei prestiti d'uso in questo momento sono alle stelle - conferma Benvenuto - abbiamo grossi problemi anche sotto questo aspetto. Siamo passati da un momento in cui non sapevamo come evadere gli ordini ad avere queste difficoltà, con una velocità enorme”.
Un momento complesso, dunque, conferma la presidente della Consulta orafa aretina, Giordana Giordini (Presidente di Confindustria Toscana del Sud e presidente degli orafi di Confindustria Toscana del sud ndr).
“È un momento molto difficile, stiamo attenzionando la situazione, con i nostri clienti siamo in contatto continuo - afferma Giordini -; è una guerra in un Paese importante per noi come l'Iran, mercato di sbocco per l'hub di Dubai. Quindi quelle sono zone prioritarie, soprattutto adesso con il rallentamento del mercato americano dovuto l'introduzione dei dazi da parte di Trump. Le merci che abbiamo spedito la scorsa settimana sono arrivate a Dubai, ma sono ferme, quindi non sono state ancora consegnate ai nostri clienti e sicuramente le spedizioni di questa settimana saranno posticipate. Dobbiamo monitorare la situazione ora dopo ora”.
Anche Luca Parrini, presidente degli orafi di Confartigianato, parla di un distretto “sotto attacco”. Non è in discussione la qualità del Made in Italy, sempre molto apprezzata, ma fattori esterni che non consentono di lavorare. “Sono le condizioni esterne che ci impediscono di lavorare - afferma Parrini - in questo momento molte aziende stanno usufruendo della cassa integrazione. Stiamo cercando di avere un'estensione straordinaria della cassa integrazione”. La preoccupazione è che non si possono ipotizzare tempi di risoluzione. “Mentre per la pandemia avevamo di fronte un termine entro il quale tutto sarebbe finito - afferma Parrini - oggi l'orizzonte è indefinito. Non si riesce a capire quali saranno le tempistiche di risoluzione, di recupero di una pseudo-normalità. Oggi per noi la cosa più importante è la tutela dei nostri collaboratori. Ecco perché ci rivolgiamo al governo per avere più sostegno possibile”.
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