La tragedia di Soci
L'asilo di Soci dove è morto il piccolo Leo
Sono 128 i giorni passati dalla morte del piccolo Leo Ricci, di 2 anni e mezzo, all'asilo nido Ambarabà Ciccì Coccò di Soci, soffocato dalla stretta al collo della felpa che si era impigliata in un ramo mentre giocava nel giardino. Venerdì scorso 20 marzo il medico legale che ha eseguito l'autopsia il 18 novembre 2025, Mario Gabbrielli, ha effettuato un sopralluogo nell'asilo ancora sotto sequestro da quel tragico 12 novembre, per vedere il boschetto ludico: una osservazione ritenuta evidentemente utile per completare il lavoro che il consulente si accinge a depositare in Procura.
L'esame autoptico, si seppe all'epoca, aveva confermato la morte per asfissia meccanica, escludendo patologie preesistenti. Leo era sano come un pesce e quel ramo maledetto gli strappò la vita esercitando un'azione di strozzamento sulla quale l'autopsia deve restituire al pm Angela Masiello informazioni dettagliate sulla descrizione del fatto e sui tempi del decesso. Il punto, infatti, è capire se ci sono responsabilità in quanto accaduto: se fu una terribile fatalità o se la tragedia si poteva evitare con più accortezza, attenzione, cura, ai vari livelli. Dallo stato dei luoghi al controllo dei piccoli.
La pericolosità del boschetto (che nel frattempo avrà anche in parte cambiato aspetto trattandosi di vegetazione) e gli aspetti relativi alla vigilanza del bambino da parte delle educatrici, sono aspetti cruciali dell'inchiesta. Il piccolo non fu visto nell'atto dell'incidente, e quando una maestra si accorse che era impigliato e accorse, era troppo tardi.
Cinque persone sono indagate per omicidio colposo: tre insegnanti, un'assistente e la responsabile della struttura. Gli avvisi di garanzia sono un atto dovuto a tutela delle persone sottoposte a indagini e non significano affatto responsabilità: servono per poter partecipare agli accertamenti nominando propri consulenti.
Dinamica, vigilanza, rispetto delle procedure, sicurezza sono al centro degli accertamenti della Procura. L'asilo è ancora sotto sequestro per esigenze investigative e per eventuali correzioni su anomalie che dovessero essere state riscontrate dalla Asl nei controlli.
Mentre l'inchiesta a questo punto deve volgere verso la chiusura, una volta pervenuta la relazione del medico legale, unita a tutto il materiale (testimonianze e accertamenti), con la contestazione o meno di ipotesi di responsabilità, dall'altro lato si attende anche il dissequestro della struttura per consentire l'eventuale ripresa delle attività per l'infanzia nel territorio.
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