Il personaggio
Patrizio Bertelli
La sua città gli vuole bene e lui vuole bene alla sua città. Patrizio Bertelli compi oggi 80 anni. Gratitudine e ammirazione sono i sentimenti che gli aretini nutrono verso di lui. Ne vanno orgogliosi. Un legame stretto, strettissimo, quello tra mister Prada e Arezzo. Figlio e specchio di una terra schietta, ruvida, generosa e produttiva. L’interprete migliore del successo negli affari, la punta di diamante di un territorio dove il lavoro è sacro.
I concetti di impresa e di ricchezza, Bertelli li declina in modo tale da generare benessere diffuso e crescita sociale. Migliaia di posti di lavoro, indotto, ricerca, sviluppo, welfare. Lo sguardo aperto al globo intero, ma con il cuore su Arezzo.
La cura degli immobili storici della città, da preservare e riconvertire, testimonia il suo attaccamento alla città. Che siano la Pieve di Santa Maria, palazzo Carbonati, il Caffè identitario o il ristorante e l’edicola, lui c’è e interviene, con donazioni o acquisizioni.
In un pugno di mesi ha saputo radere al suolo l’orrore della ex Lebole che ha comprato a luglio, dando il via ad una operazione che è già storica prima ancora che se ne conosca il progetto. All’idea ci sta lavorando con il figlio Lorenzo, futuro Ceo di Prada. Solo aver ripulito l’area e averlo fatto in tempi brevi è un’opera straordinaria. Il bello deve venire e verrà. Lo scorso ottobre ci fu il suo sopralluogo nella superficie che attende il rilancio che merita. Alla prossima amministrazione comunale l’iter per la rigenerazione del luogo strategico posto all’ingresso della città. Le operazioni epocali richiedono riflessione.
Negli 80 anni del presidente del gruppo Prada c’è davvero tanto. L’infanzia in Piazza Grande, la formazione, lo studio universitario poi lasciato per il sopravvento della tensione imprenditoriale. Subito pelletteria, con il fiuto che lo indirizza sulle potenzialità dei nuovi accessori: cinture, borse e piccoli articoli che in quel periodo ruotano intorno al jeans. Sir Robert è la mitica azienda di cui è titolare a fine anni Sessanta. Rete commerciale, distribuzione, strategia. Ci sa fare. Nel 1973 acquista Granello, pelletteria parmigiana specializzata in borse di alta qualità e Bertelli compie già un balzo avanti in chiave internazionale. Nel 1977 l’incontro che gli cambia la vita, a Milano: durante un viaggio di lavoro arriva al negozio Prada in Galleria Vittorio Emanuele II, dove lavora la nipote di Mario Prada, Miuccia, che si occupa del commercio. Scocca una scintilla destinata a scaldare i loro cuori (sposati nel 1987) e il mondo del lusso.
È un’espansione inarrestabile. Lui si occupa del commerciale, lei si concentra su design e stile. Creatività. Nel 1986 il primo negozio Prada a New York e il brand comincia a echeggiare ovunque nel pianeta. Negli anni Novanta acquista Church’s (calzature maschili) e Car Shoe (dove in società c’era l’imprenditore Antonio Moretti), nel 1990 nasce il marchio Miu Miu, con Bertelli che ne coordina la strategia commerciale e di espansione, già di fatto Ad del nascente gruppo tra gestione della finanza, espansione del retail, controllo di qualità, relazioni con banche e partner industriali.
Nel 2003 tutte le controllate si fondono e il Gruppo Prada S.p.A. viene quotato in Borsa mentre nel mondo i punti vendita si moltiplicano, con cura altissima degli ambienti in collaborazione con architetti di fama. Patrizio Bertelli comincia a svettare tra i Paperoni della Terra: nel 2014 Forbes lo colloca tra gli uomini più ricchi d’Italia (9° posto) e tra i top 400–500 miliardari mondiali. Nell’ultima hit è il 20° uomo più ricco d’Italia, sempre secondo Forbes, con un patrimonio di 4,5 miliardi di dollari.
Luna Rossa è la sua missione sportiva, legata alla grande passione della vela che lo accompagna nel tempo. Sfida e sogno.
Con Arezzo resta saldo il filo delle amicizie storiche, in primis l’avvocato Giovanni Gatteschi. La casa a Mulinelli è l’ombelico del mondo. Il pendolarismo con l’elicottero, la presenza nelle aziende del territorio, le apparizioni pubbliche centellinate, il grande amore per la Giostra (Porta Crucifera) e la serie di operazioni da mecenate illuminato. Un valore assoluto nel territorio dove Prada ha generato poli produttivi, rilevato laboratori, portato occupazione e qualità della vita. In tempi recenti anche l’acquisizione di Versace per circa 1,25 miliardi di euro, un’operazione che riscrive la geografia del lusso. E il 29 aprile al cinema esce il sequel “Il diavolo veste Prada 2”, a venti anni dal primo epico film. Il brand planetario viaggia da decenni con il pilota aretino: Patrizio Bertelli. Ottanta candeline nel giorno di Pasquetta. Riservatezza, il calore degli affetti, saggezza.
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