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Arezzo, addio al celibato con armi finte, finto rapimento dello sposo e conseguenze

Il fatto in via Romana il fatto in via Romana

Non era un commando di malviventi pronti a fare fuoco con mitra e fucili veri ma il gruppo di amici dello sposo, in vena di scherzi per l'addio al celibato. La goliardata di sabato mattina 25 novembre ad Arezzo in via Romana - un finto sequestro di persona dell'amico in procinto di convolare a nozze - è forse andata oltre e ora in 6, portati in questura e identificati, rischiano la coda giudiziaria per procurato allarme e porto di armi o oggetti atti ad offendere.
Anche se su questa seconda ipotesi di reato si deve verificare bene se le armi giocattolo e da softair usate per l'irruzione dai giovani avevano il tappo rosso.Ore 11 circa, da via Romana parte una segnalazione telefonica ai numeri dell'emergenza: c'è gente armata in strada, sono in diversi, hanno armi lunghe, si sono diretti verso una casa.
Movimenti che preoccupano e inquietano. La questura organizza l'intervento che dalla descrizione riguarda qualcosa di potenzialmente molto grave.Il dispositivo di queste situazioni presuppone rapidità, cautela e l'ausilio di più auto. Vengono così chiamati anche i carabinieri e converge sul posto indicato pure personale in borghese. Giunti in via Romana al numero civico indicato, il finto rapimento dello sposo è andato già in scena, nell'immaginabile clima di sorpresa - stupore - divertimento dei protagonisti.
I poliziotti intervenuti realizzano rapidamente i contorni dell'accaduto, ma per tutta quella mobilitazione creata, devono procedere inflessibili nel loro lavoro: quindi identificazione delle persone coinvolte per la successiva denuncia a piede libero. Tra l'altro, fanno notare in questura, una messinscena del genere è altamente pericolosa per le conseguenze che può innescare, a livello di reazioni, considerato il clima di massima attenzione per le tensioni internazionali. Subito scagionato lo sposo, ignaro dello scherzo organizzato dagli amici.
I 6, tutti giovani aretini, trentenni, appassionati di softair (il gioco della guerra, in sicurezza, nelle campagne e nei boschi) trascorrono le ore successive negli uffici della polizia di via Filippo Lippi, forse rimpiangendo di non essesi limitati alle classiche scritte davanti a casa dello sposo del tipo "torna indietro" o cose del genere. A difenderli è l'avvocato Alessandro Serafini. Il rapporto sull'accaduto sarà inviato dalla polizia (ha operato l'Upg guidata dal vice questore aggiunto Marco Gallorini) verrà trasmesso alla procura per gli atti successivi.
Le finte armi per ora sono trattenute in questura. La giornata dell'addio al celibato alla vigilia del matrimonio, se doveva essere frizzante, non ha tradito affatto le attese anzi le ha decisamente superate. E allo sposo rapito per scherzo dagli amici va l'augurio di un felice matrimonio.

Luca Serafini è nato nel 1965 ed è redattore del Gruppo Corriere. Dopo le prime esperienze in radio, ha iniziato negli anni Ottanta come corrispondente del Corriere Aretino da Castiglion Fiorentino,...