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Arezzo, "re" di piazza Sant'Agostino espulso: giudice di Bari non convalida e può tornare in città

Polizia di Stato Polizia di Stato

Il "re" di piazza Sant'Agostino espulso dall'Italia sarebbe tornato ad Arezzo. Il giudice di pace di Bari non ha convalidato il provvedimento amministrativo scattato per il 19enne tunisino, senza documenti di soggiorno, che era stato arrestato dalla polizia di Arezzo perché trovato in possesso di droga. Il giovane era stato accompagnato al centro di permanenza per i rimpatri della città pugliese ma i suoi legali hanno ottenuto l'annullamento dell'espulsione. Il 19enne sarà processato per la detenzione di stupefacenti il 13 dicembre ad Arezzo e questa potrebbe essere la motivazione del mancato allontanamento in quanto ha diritto a difendersi. L'arresto era avvenuto una settimana fa nel corso di una attività della Volante in seguito a due rapine in città. Il 19enne aveva nel marsupio una trentina di grammi tra hashish e cocaina. Era già conosciuto per precedenti di polizia (ma è incensurato) e per l'intervista al programma tv Dritto e Rovescio, su Mediaset, nel quale parlava della sua condizione di irregolare - arrivato in Italia con il barcone da minorenne - e veniva qualificato come re di Sant'Agostino in un contesto di frequentazioni in cui "siamo tutti fratelli, mi vogliono tutti bene". Dopo l'annullamento dell'espulsione, il giovane, che non ha obblighi e misure cautelari, sarebbe rientrato in città avendone facoltà.