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Arezzo, femminicidio di Guerrina uccisa dal prete. La nipote: la Chiesa paghi. Verso la sentenza

La nipote di Guerrina e gli avvocati La nipote di Guerrina e gli avvocati

Femminicidio di Guerrina Piscaglia, la donna innamorata del prete scomparsa il 1 maggio 2014 a Cà Raffaello di Badia Tedalda (Arezzo) e secondo la giustizia uccisa da padre Graziano (Gratien Alabi) che ne fece sparire il corpo. Nel 2024 la sentenza del giudice civile di Arezzo sulla richiesta di risarcimento avanzata dalla famiglia (nipoti e sorelle della vittima con le avvocatesse Rinaldi e Celatti) verso la Chiesa, citata come responsabile per le condotte del vice parroco. Al tribunale di Arezzo giovedì 23 novembre sono stati sentiti alcuni familiari, prossima udienza il 30 gennaio poi le conclusioni e il pronunciamento potrebbe arrivare in estate. Circa un milione la richiesta. Analoga azione proposta dal ramo della famiglia Alessandrini, marito e figlio della donna. Il sacerdote, che apparteneva all'ordine dei frati premostratensi, ed era stato inviato dalla Diocesi nel piccolo paese nel 2013, sconta in carcere 25 anni di reclusione. Mai trovati i resti della donna che il giorno della scomparsa andava a incontrarlo e dalle 14 terminarono i contatti telefonici tra i due. Depistaggi, tabulati, celle telefoniche alla base delle sentenze contro il prete che si è sempre proclamato innocente. La nipote di Guerrina, Maria, parla al Corriere ricordando la zia e ritiene che la Chiesa debba pagare: sapevano, dice, dei suoi comportamenti.

Luca Serafini è nato nel 1965 ed è redattore del Gruppo Corriere. Dopo le prime esperienze in radio, ha iniziato negli anni Ottanta come corrispondente del Corriere Aretino da Castiglion Fiorentino,...