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Arezzo, pompiere morto da eroe ma niente risarcimento: fratello scrive al ministro. "Giustizia"

Simone Mazzi, a destra, e il fratello Simone Mazzi, a destra, e il fratello

Pompiere morto da eroe in un salvataggio ma niente risarcimento ai familiari nonostante i deficit di sicurezza del mezzo dei vigili del fuoco, il fratello di Simone Mazzi scrive al ministro dell'Interno Piantedosi: "Dopo venti anni basta, ora giustizia". Luca Mazzi ha inviato una missiva anche ai ministri di giustizia e lavoro ricordando la vicenda di Simone, che perse lavita a 29 anni nel 2003 lungo la Ss 73 tra Palazzo del Pero e Molin Nuovo. Mentre veniva calato dall'autogrù per soccorrere un camionista ferito, precipitato nel burrone, il cavo si spezzò e il bozzello lo colpì alla testa. Le perizie hanno evidenziato come il mezzo in dotazione avesse difetti e non fosse sicuro. La giustizia civile ha stabilito la responsabilità del datore di lavoro, ma il ministero si è opposto due volte e si arrende ormai dal 2022 la Cassazione. Lunedì 27 novembre ad Arezzo il Comune intitola una piazza al vigile del fuoco. "Un'iniziativa molto bella" dice il fratello Luca "che terrà vivo per sempre il nome di Simone come esempio di assolvimento del proprio dovere". I fratelli erano legatissimi e si erano sentiti la sera prima della tragedia. La mamma, anziana, da allora soffre e il protrarsi della vicenda giudiziaria peggiora le cose. Simone ha ricevuto la medaglia d'oro alla memoria ma lo Stato, sottolinea il fratello, si accanisce inspiegabilmente nel non voler concedere il risarcimento dovuto.

Luca Serafini è nato nel 1965 ed è redattore del Gruppo Corriere. Dopo le prime esperienze in radio, ha iniziato negli anni Ottanta come corrispondente del Corriere Aretino da Castiglion Fiorentino,...