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Arezzo, il camionista lettone: "Grazie aretini per la vostra generosità"

Il camionista lettone Il camionista lettone

Il camion di Sergej è parcheggiato al distributore non lontano dalla stradina di campagna dove giovedì scorso era entrato e dalla quale è uscito lunedì sera grazie ad un operoso intervento dei vigili del fuoco. Arriviamo all'area di servizio e ci viene incontro. E' dentro il suo enorme tir. L'intero carico di terriccio che trasportava dal nord Europa e che è destinato ad un'azienda agricola dell'Aretino, è stato scaricato e adesso Sergej, 72 anni, aspetta il via per tornare in Lettonia dalla sua famiglia. Ringrazia Sergej con il Corriere di Arezzo sulle mani e poi ci dice: "No no, il mio nome è Gennadij Neimetti". Lunedì, quando lo abbiamo incontrato per la prima volta, non ci aveva svelato la sua vera identità. Non se l'era sentita. Era ancora lungo la stradina di campagna con il suo tir in bilico e con l'interrogativo di non sapere quando sarebbe potuto ripartire. Ieri invece la sua espressione è più sorridente che mai. Nessuna parola in italiano. Anche il suo nome ce lo scrive sul cellulare e poi ci fa capire che il cognome, come ci aveva detto, tradisce origini italiane. "Mio padre era di Bari". Ha il suo cellulare in mano grazie al quale con il traduttore russo-italiano può comunicare. E ci tiene a tradurre questo messaggio e ci chiede di scriverlo: "Ringrazio Arezzo e tutti gli aretini. Dalla gente comune fino ai vigili del fuoco che mi hanno aiutato a tornare sulla strada. Sono scioccato da tutte le persone che mi hanno dato una mano e mi hanno portato da mangiare. Italia nel mio cuore con grande amore".