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Arezzo, Martina morta per sfuggire a stupro: no a nuova perizia su caduta per imprudenza

Martina Rossi Martina Rossi

Nel caso di Martina Rossi, morta a 20 anni per sfuggire ad uno stupro non ci sarà una nuova perizia tecnica sulla caduta dal sesto piano dell'hotel. Lo ha deciso il giudice civile di Arezzo, Fabrizio Pieschi, che conduce la causa sul risarcimento ai genitori. I convenuti, Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, condannati a 3 anni per tentata violenza sessuale di gruppo con i loro legali avevano chiesto la ricostruzione della dinamica paventando possibili corresponsabilità da parte della stessa vittima, come imprudenza, e della società proprietaria della struttura per eventuali non conformità sulla sicurezza. La ragazza, ha stabilito la sentenza definitiva, precipitò nel tentativo di scavalcare la balaustra cercando una via di fuga dalla camera dove i due volevano abusare di lei. Era in slip. Senza occhiali, all'alba. Il 3 agosto 2011 a Palma di Maiorca. Rigettata la richiesta, da aprile in aula i testi della famiglia di Genova, che chiede un milione da destinare in opere per le donne vittime di violenze. Bruno Rossi e Franca Murialdo erano rimasti indignati dall'ipotesi portata avanti dai condannati (hanno sempre negato l'aggressione) che la morte di Martina fosse anche un po' colpa sua. "Aberrante", dissero i genitori il mese scorso. Ora la decisione del giudice, che dice no alla ricostruzione bis ma non chiude ovviamente il caso, fino alla sentenza prevista non prima di fine anno o nel 2025.