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Arezzo, uccisa dal prete: il giudice valuta i danni da risarcire ai familiari di Guerrina

Gratien Alabi e Guerrina Gratien Alabi e Guerrina

Novità nella causa alla Chiesa per il risarcimento danni chiesto dai familiari di Guerrina Piscaglia, uccisa dal vice parroco di Cà Raffaello, padre Gratien Alabi Kumbayo. Il giudice Fabrizio Pieschi ha disposto una perizia medico legale su sorelle e nipoti della donna per valutare il danno non patrimoniale successivo alla perdita della persona cara.
La causa riguarda diocesi di Arezzo Cortona Sansepolcro e ordine dei padri Premostratensi di Roma. Secondo i familiari della donna uccisa nel 2014 (corpo mai ritrovato, prete in carcere che sconta 25 anni di reclusione) la struttura religiosa alla quale padre Graziano faceva riferimento ha responsabilità nell'accaduto.
Citato anche lo stesso Alabi, nullatenente. Chiesa e frati si oppongono. I dottori Bruno Parca e Stefano Benci dovranno stabilire l'entità del "pregiudizio" sofferto per omicidio e soppressione di cadavere di Guerrina, come perdita del rapporto parentale, dal punto di vista psicologico e morale. La richiesta dei ricorrenti si aggira sul milione.
Analoga causa è stata promossa da marito e figlio di Guerrina. La donna, innamorata del prete congolese, scomparve il primo maggio mentre si recava ad un incontro con lui. Il sacerdote, incastrato da errori nei depistaggi utilizzando il cellulare della vittima, l'avrebbe eliminata in quanto scomoda. Mai chiarite le circostanze del delitto e se vi furono complici. Alabi è rinchiuso a Rebibbia e non ha mai ammesso il fatto.