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Arezzo, Licio Gelli, la vertenza delle operaie Giole e quell'incontro 3 giorni prima delle liste P2

Licio Gelli (1919 - 2015) Licio Gelli (1919 - 2015)

Era il marzo 1981 quando l'avvocato giuslavorista Paolo Borri con una delegazione in rappresentanza delle operaie della Giole incontrò Licio Gelli, dirigente dell'azienda della moda Iole (Giovane Lebole), a Castiglion Fibocchi. Un incontro propiziato dall'allora procuratore della repubblica di Arezzo, al quale era stato chiesto che venisse aperta un'inchiesta per il deficit di sicurezza lamentato nella fabbrica: polveri di formaldeide dei tessuti provocavano disturbi respiratori alle operaie. Era in corso un'azione volta a ottenere il riconoscimento delle malattie professionali e per innalzare i livelli di tutela nel luogo di lavoro.
L'avvocato Borri, decano dei legali che si occupano di diritto del lavoro ad Arezzo, ha scritto un libro in occasione dei 50 anni del processo del lavoro nel quale, fra gli altri episodi, parla di quel confronto con Gelli. Le posizioni furono distanti, l'azienda minimizzava ritenendo si trattasse di banali influenze, Gelli liquidò con una battuta la situazione, riporta Borri in "Le mille e... una sentenza", affermando che i mariti dovevano ringraziare la Giole che teneva un po' fuori da casa le loro mogli.
La delegazione, amareggiata, pensava di rivolgersi al ministro del lavoro. Tre giorni dopo, alla Giole di Castiglion Fibocchi, furono trovate le liste degli iscritti alla P2, loggia massonica coperta. Scoppiò lo scandalo. Oltre a Licio Gelli, che la guidava, c'erano tra gli altri i nomi del procuratore e del ministro.