Per aprire questo sito web è necessario che javascript sia abilitato, correggi le impostazioni del tuo browser e ricarica la pagina. Buona lettura!

Arezzo, parente di Samuele Landi: "Il corpo è suo. Viveva in esilio, accanimento contro di lui"

Landi e la chiatta Landi e la chiatta

"Il corpo è di Samuele". Un parente di Landi tornato da Dubai afferma che il cadavere recuperato nel Golfo Persico è stato riconosciuto dai familiari. Ed è del 58enne fondatore di Eutelia, dal 2010 nell'emirato. Anche se il ministero degli esteri non dò conferme, per Gianluca Vanni, cugino della moglie di Samuele Landi, il caso purtroppo è chiuso.
"Lo conoscevo dal 1994" dice "una grande mente". E Vanni sostiene che contro di lui c'è stata una sorta di accanimento. Viveva in esilio. La complessa vicenda Eutelia ha aspetti particolari e non è giusto colpevolizzare solo il suo fondatore.
Sepoltura in Italia? Difficile, secondo il parente. Condannato a 8 anni in via definitiva, contestava alla base le accuse.
Da dicembre 2022 Samuele viveva nella chiatta per il progetto Aisland la sua ultima avventura. A 26 miglia dalla terra ferma, in acque internazionali, il nucleo di un progetto avveniristico: la città galleggiante libera e capace di autosostenersi.
Il 2 febbraio la tempesta lo ha sorpreso, le onde hanno spezzato l'imbarcazione di 70 metri. Avrebbe tentato riparo in una camera stagna. Ma la barge si è inclinata e la caduta di oggetti addosso gli sarebbe risultata fatale.