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Arezzo, il grido dei residenti: "Noi della Chiassa dimenticati"

La Chiassa La Chiassa

Luca Romanelli, tra i portavoce del comitato dei residenti della Chiassa Superiore ci aspetta al bar che si trova nell'angolo tra la strada provinciale della Libbia e il ponte che immette dentro il paese. Sono le 9.30 di giovedì 23 maggio e già il traffico è sostenuto. Occorre stare attenti a come e dove si parcheggia e alle auto che sfrecciano. Si sentono abbandonati e dimenticati i cittadini che vivono nella grande frazione alle porte di Arezzo. Una frazione che porta con sé una grande storia - la strage evitata da Gianni Mineo e Giuseppe Rosadi il 29 giugno 1944 - ma che oggi appare dimenticata. Non tanto la storia passata, ma quella presente. Luca Romanelli alla Chiassa ci abita da sempre e ci dice: "In questa frazione di problemi importanti ce ne sono tre: il ponte, la linea telefonica che non c'è e il traffico". Loro, i residenti, non sono mai stati con le mani in mano. "Abbiamo scritto ripetute mail al Comune, abbiamo avuto tanti incontri con gli amministratori che si sono succeduti. Ma dopo essere venuti qua e avere promesso, quelle promesse non vengono mantenute e noi ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano e ci sentiamo presi in giro". E così ci fa vedere quello che non va. A cominciare proprio dal ponte che immette dentro il paese venendo dalla Libbia.