Tragedia
Rosario Zaccari
Rosario Zaccari, 67 anni, è morto venerdì sera 2 gennaio all’Ospedale della Gruccia, dopo essere stato soccorso per una sospetta intossicazione da monossido di carbonio. Gli accertamenti successivi hanno confermai che a causare la morte dell'uomo sono state le esaltazione di monossido di carbonio, conseguenti al malfunzionamento della caldaia a gas installata all'interno della sua abitazione di via Burzagli a Montevarchi in provincia di Arezzo.
Qui la vittima viveva con la compagna, una cinquantenne anche lei rimasta intossicata e trattenuta in osservazione all'ospedale della Gruccia, anche se le sue condizioni non hanno mai destato preoccupazioni tanto da non rendere necessario il trasferimento in un presidio ospedaliero dotato di camere iperbarica.

L'uomo, è emerso, ha avuto il tempo di chiedere aiuto ad un amico, che una volta giunto nell'appartamento, lo ha rinvenuto privo di conoscenza e chiamato i soccorsi, arrivati sul posto attorno alle 18. In ambulanza il trasporto al pronto soccorso dell’Ospedale della Gruccia, dove l’uomo è giunto in condizioni disperate anche in seguito a un arresto cardiaco e, nonostante il prodigarsi dei medici è deceduto poco dopo.
La caldaia e il libretto di impianto sono stati sequestrati dai vigili del fuoco del distaccamento di Montevarchi, intervenuti sul posto e che cureranno le indagini tecniche, mentre il resto dall'attività investigativa sarà eseguita dai carabinieri della stazione di Montevarchi.

Il monossido di carbonio è un gas killer: incolore, inodore e insapore, prodotto da combustioni incomplete in ambienti poco ventilati e interferisce con il trasporto di ossigeno nel sangue, causando sintomi come mal di testa, nausea, vertigini e debolezza, potendo portare a coma e morte.
Un caso simile, fortunatamente non tragico, era avvenuto a Montevarchi il 14 dicembre in via Cennano: a rimanere intossicate cinque persone, due della quali. Minori. Furono portate a Firenze per essere curate in camera iperbarica.
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