L'intervista
Celeste Bittoni
Celeste Bittoni, sessuologa in formazione, dottoranda all’Università di Padova e co-fondatrice del Padova Sex Lab, si racconta.
Che cos’è e come è nata l’idea del Padova Sex Lab?
Il Padova Sex Lab è un laboratorio di ricerca all’Università di Padova. Dal 2019 circa avevo deciso di voler fare ricerca su cervello e sessualità e mi ero convinta di dover andar all’estero. Poi a Padova ho conosciuto il professor Kiesner, che faceva ricerca sui cambiamenti psicofisici legati al ciclo mestruale. Mi ha detto “se vuoi studiare le neuroscienze della risposta sessuale nelle donne, proviamoci. Io ti sostengo”.
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Ho vinto il concorso per il dottorato e abbiamo unito le forze, quindi dato forma ai primi studi. Subito poi abbiamo realizzato quanto fosse trasversale l’interesse per la sessualità. Abbiamo fatto delle lezioni a medicina, su richiesta degli studenti, dove solitamente si parla di apparato genitale in relazione alla riproduzione, ma non al piacere. I nostri eventi, tra enoteche e aule universitarie, sono sempre sold-out.
Sul nostro profilo Instagram, @padovasexlab, riceviamo continue richieste di informazioni, per esempio, dove fare test per le MST. Tutto questo dimostra che parlare di sessualità in modo scientifico e chiaro è qualcosa di necessario e che interessa tutti e tutte. Per questo ad oggi, il Padova Sex Lab non è solo un laboratorio di ricerca, ma un gruppo impegnato nella divulgazione a 360 gradi.
Quali sono le figure di riferimento per la sua formazione?
In primis, sono stati gli studi del professor Komisaruk a farmi appassionare alla ricerca in questo ambito. In particolare, quello che ha svolto con Nan Wise, in cui hanno usato la risonanza magnetica funzionale per studiare l’orgasmo nelle donne. Per questo nel 2020 ho contattato Komisaruk e l’anno successivo ho svolto un tirocinio alla Rutgers University (New Jersey, US) con lui.
Komisaruk è il mio punto di riferimento per discutere come corpo e cervello comunicano nel generare la percezione di piacere e dolore sessuale, mentre Wise, sessuologa e psicoterapeuta, è la mia guida in ambito clinico. Kiesner però è oggi la mia figura di riferimento principale. Lui mi ha dimostrato che è possibile fare ricerca di altissima qualità in Italia, mi ha insegnato a fare rete con colleghi in tutto il mondo e infine, mi ha contagiata con la sua passione per l’insegnamento.
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Quali progetti sta portando avanti all’Università di Padova?
Attualmente abbiamo due branche più consolidate. Una, diretta dal professor Kiesner, volta a indagare come gli aspetti psicologici (es: catastrofizzazione, compassione verso sé stesse, ecc.) contribuiscano al dolore genitale femminile e, a sua volta, come il dolore impatti la relazione con sé stesse e con gli altri. L’altra, da me diretta, in cui usiamo l’elettroencefalogramma per catturare come cambia il segnale cerebrale durante l’eccitazione e l’orgasmo nelle donne. Siamo l’unico laboratorio al mondo a raccogliere questo tipo di dati, che sono fondamentali per sviluppare nuovi trattamenti in ambito sessuologico.
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A Castiglion Fiorentino si è tenuto il workshop “Piacere di Conoscermi”. Di cosa si è trattato?
Il workshop si è svolto nella biblioteca comunale di Castiglion Fiorentino. Ha rappresentato un primo tentativo, avvenuto con successo, di fare divulgazione scientifica in un piccolo paese. La proposta è venuta dall’associazione cortonese Effetto Eco, che ci ha chiesto di sviluppare il workshop come parte di “Propagazioni”, iniziativa svolta in collaborazione con ASL Toscana Sud Est.
Il workshop ha previsto talk e attività artistiche su “Salute genitale e ciclo mestruale” il primo giorno, mentre il tema del secondo giorno era “Piacere sessuale femminile”. L’alternanza di teoria e attività pratiche ha permesso alle partecipanti di chiarire conoscenze apprese in modo parziale o inesatto (spesso sul web o per sentito dire), e di riflettere su sé stesse, usando l’arte e il gioco. Per esempio, una delle attività ha previsto la creazione di un calendario dei sintomi del ciclo mestruali tramite cartoncini e adesivi.
Per me, castiglionese di nascita, è stato prezioso poter portare “a casa” queste conoscenze e vedere le partecipanti così entusiaste e coinvolte nelle attività. Spero che le persone che hanno partecipato condividano con altre la loro esperienza, aiutandoci così nella nostra missione di parlare bene e liberamente di salute e piacere sessuale femminile.

Quali altri interessi coltiva?
Sono appassionata di viaggi, sport e arte. Lavorare in università mi ha permesso di fare diverse esperienze all’estero, e di conoscere persone con le quali non sarei altrimenti mai entrata in contatto. Per esempio, lo scorso anno ho vissuto a Porto (Portogallo), dove nel dopo-lavoro andavo a fare surf con un’amica norvegese. Per quanto riguarda l’arte invece, ammiro profondamente la potenza ed efficacia comunicativa dei dipinti, soprattutto di pittori impressionisti ed espressionisti. Noi scienziati dobbiamo scrivere lunghi e complessi articoli scientifici che spesso risultano comprensibili solo a pochi colleghi. Se riuscissimo come gli artisti a trovare un canale comunicativo più diretto e immediato, la scienza avrebbe tutto un altro appeal per i giovani (e non). Forse in questo certi tipi di contenuti social, come i reel, potrebbero aiutarci in futuro.
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Progetti futuri?
Per quanto riguarda la clinica, tra qualche mese inizierò a vedere pazienti, come sessuologa, ad Arezzo e provincia. Sull’ambito della ricerca, io e la collega Arianna Brancaccio (Università di Trento) vogliamo espandere gli studi con l’elettroencefalogramma per includere persone con problemi sessuali indotti da farmaci. Gli antidepressivi, per esempio, possono intaccare desiderio, eccitazione e orgasmo, con una prevalenza stimata tra il 50 e 70%. Qual è il meccanismo alla base di questi effetti? Non lo sappiamo. Sappiamo solo che l’antidepressivo va ad alterare l’attività neurale. La nostra missione è dunque capire come cambia il segnale neurale con l’assunzione dell’antidepressivo, e come revertirlo in chi riporta problemi sessuali.
IL PROFILO
Celeste Bittoni, di Castiglion Fiorentino, è sessuologa in formazione, dottoranda all’Università di Padova e co-fondatrice del Padova Sex Lab. La sua ricerca si concentra sui cambiamenti neurali e fisiologici durante la risposta sessuale e l’orgasmo femminile. È assistente di didattica all’Università di Padova e nel master in Sessuologia Clinica di Milano Bicocca. Organizza regolarmente eventi di divulgazione.
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