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LA STORIA

L'Edicola di Piazzolina a Bibbiena compie un anno e a Soci vogliono copiare l'idea

La Pro Loco cerca contributi per riavere il punto di riferimento del paese

Francesca Muzzi

15 Aprile 2026, 06:31

L'Edicola di Piazzolina

L'Edicola di Piazzolina

Un’edicola tira l’altra. Se la tendenza è quella di chiudere, in Casentino vanno invece contro corrente e non è escluso che nei prossimi mesi, la vallata raddoppi. Ma andiamo con ordine.

A Bibbiena domenica scorsa 12 aprile, si è festeggiato un anno di vita dell’edicola che venne riaperta grazie ai contributi del Comune, di Aruba e di 15 volontari che impiegano il loro tempo per stare dietro al banco.

Un esempio che ora potrebbe essere seguito dai cugini di Soci. Per il momento è solo un’idea balenata nella mente dei componenti il direttivo della Pro Loco di Soci. La frazione del Casentino, infatti, non ha più un’edicola e i residenti lamentano questa mancanza.

Perché l’edicola, per un paese, non è solo una rivendita di giornali, quanto anche un punto di aggregazione e di ritrovo per il paese.

Vedi quello che è successo a Bibbiena quando è stata riaperta quella di Piazzolina proprio nel centro storico. E così i soci della Pro Loco di Soci ci stanno pensando di fare quello che hanno fatto a Bibbiena. Cioè riaprire l’edicola grazie a tutto il paese.

Un’impresa cominciata il 12 aprile del 2025 e che va avanti da un anno, come ci dice Michele Lucello, lo storico edicolante di Piazzolina che se non trovava l’aiuto di tutti aveva già chiuso. “Invece siamo ancora qua - dice Michele con un pizzico di orgoglio - grazie a tutti coloro che ci sono stato vicino”.

A cominciare dal Comune di Bibbiena - al brindisi è arrivato anche il sindaco Vagnoli - e poi Aruba e tutti i volontari che si stanno alternando per tenere aperta l’edicola. Perché Michele è part time: “Lavoro la mattina. Prima di aprire l’edicola distribuisco i giornali ai bar e a qualche privato e poi inizio la giornata fino alle 13. Se poi c’è bisogno di dare una mano al pomeriggio non mi tiro certo indietro”.

Al pomeriggio, di solito, si alternano all’edicola circa 15 volontari. “All’inizio erano di più, poi il numero è andato diminuendo e comunque è sempre consistente”, dice Michele Lucello.

Ma quanti ancora arrivano in edicola a comprare i giornali? “Diciamo che i quotidiani non li comprano più sotto una certa età. Le persone anziane sono più attaccate al quotidiano di carta rispetto ai giovani, ma questo si sapeva. È comunque importante che un presidio del territorio come è l’edicola, in particolare di un paese, resista più possibile”.

E l’edicola di Piazzolina è riuscita a rinascere, come detto, grazie al contributo di tutto l’intero paese. Il Comune e Aruba hanno infatti confermato il proprio contributo anche per tutto il 2026.

La storia dell’edicola inizia da una fine, quando Michele Lucello decide di dire basta e a fine 2024 spegne le luci, abbassa la saracinesca e il centro storico di Bibbiena si ritrova improvvisamente più buio. È in quel momento che il Comune e Aruba, insieme all’associazione Il Podestà e a Fruska Edizioni decidono di ridare un giro di chiave e di riaprire l’edicola.

Oggi è di nuovo tornata il punto di riferimento che è sempre stata e in paese sono tutti contenti, perché quella luce si è riaccesa. “L’edicola è il luogo dove le persone si incontrano davvero - dicono a Bibbiena - dove si crea comunità, ogni giorno”. “Questa realtà continua a vivere, grazie ad una comunità che non si ferma”.

E ora l’esempio di Bibbiena potrebbe essere seguito dai cugini di Soci dove l’ultima edicola ha chiuso alcuni mesi or sono e se così fosse sarebbe un’altra vittoria per una vallata in controtendenza.

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