Il caso
La pavoncella, Vanellus vanellus
La pavoncella (Vanellus vanellus), uccello dallo spettacolare piumaggio e ammirato in Italia e nelle campagne toscane, è tutelata nell’ambito delle normative europee e nazionali e nelle valutazioni tecniche è considerata in stato di conservazione non favorevole da alcune associazioni ambientaliste. Secondo la classificazione di Lipu, la pavoncella figura tra le specie di interesse conservazionistico, segnalando situazioni di rischio o pressione significativa sulla popolazione. La Regione Toscana ha approvato per la stagione venatoria 2025-2026 un piano che autorizza il prelievo di pavoncelle lasciando spazio alla caccia regolamentata. Il calendario venatorio regionale stabilisce che dal 15 novembre 2025 al 31 gennaio 2026 sia possibile abbattere fino a un totale di 997 esemplari sul territorio, con un massimo di 20 capi per cacciatore e 5 per singola giornata di caccia. La registrazione dei prelievi deve avvenire tramite l’app regionale.

Un altro esemplare di pavoncella
La decisione regionale ha suscitato critiche e allarmi da parte di diverse associazioni ambientaliste e animaliste, che hanno inviato diffide formali alla Regione Toscana sostenendo che la misura indebolisca il principio di precauzione e marginalizzi il ruolo dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), unica autorità tecnica prevista dalla normativa statale per garantire la tutela della fauna selvatica. Tali associazioni lamentano che misure basate su interessi venatori piuttosto che su evidenze scientifiche compromettano la conservazione a lungo termine di specie vulnerabili. Tra le prese di posizione, durissima quella di Mariangela Corrieri, presidente dell'Associazione Gabbie Vuote di Firenze: "I cacciatori hanno avuto il permesso di fucilarne 997, quasi mille pavoncelle che poi verranno gustate arrosto dai cacciatori e dai loro adepti". E ancora: "Secondo i recenti sondaggi (Fondazione Capellino 2025), il 94% degli italiani vuole che la caccia venga abolita, quindi, facendo una proporzione sui circa 3.660.530 di cittadini toscani, quel 94% senza voce, ovvero 3.420.898 individui, vogliono la pavoncella viva, ammirare la sua bellezza, la sua delicatezza, il suo raffinato aspetto, mentre i 62.738 cacciatori toscani (2024) e loro adepti la vogliono morta, cucinata in teglia e assaporata".
Al di là delle posizioni in campo, è utile ricordare che la presenza di specie come la pavoncella nei nostri paesaggi agricoli e naturali è frutto di equilibri ecologici complessi e in molte aree europee la specie ha conosciuto declini significativi nel corso degli ultimi decenni per via della perdita di habitat e delle trasformazioni agroecologiche. A livello continentale la Vanellus vanellus è stata inserita in categorie di conservazione legate a preoccupazioni demografiche e habitat, pur essendo ancora cacciabile in alcuni stati membri dell’Unione Europea se specificatamente previsto dai piani di gestione.
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