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Pieve Santo Stefano

La guerra della luce pubblica: l'opposizione attacca, l'Amministrazione comunale si difende

La minoranza: "Intere zone del nostro paese non riescono ancora ad avere l’illuminazione"

Davide Gambacci

09 Febbraio 2026, 01:23

La guerra della luce pubblica: l'opposizione attacca, l'Amministrazione comunale si difende

Nella foto piccola il sindaco Claudio Marcelli

Tiene ancora banco a Pieve Santo Stefano la questione relativa all’illuminazione pubblica. Era stata, alcune settimane fa, l’associazione Il Corsaro a sollevare per prima la problematica: vicenda, però, che ha assunto i caratteri politici con il botta e risposta tra minoranza e maggioranza.

“Dopo settimane di buio – scrive Pieve in Comune, che siede negli scranni dell’opposizione – intere zone del nostro paese non riescono ancora ad avere l’illuminazione pubblica. La scelta scellerata di affidare il servizio a una società esterna ha reso il Comune monco e incapace di fornire i servizi più essenziali ai cittadini. Un’amministrazione che, di fatto, governa il paese da quarant’anni oggi si volta indietro in cerca di un colpevole per la mancata manutenzione dei quadri elettrici e della linea pubblica. Ma chi, se non loro, avrebbe dovuto vigilare sulla manutenzione e sullo stato di un’infrastruttura essenziale? In questo caso, come per altre scelte fondamentali per il paese, la minoranza è stata informata in sede di consiglio comunale di una decisione già assunta in precedenza dalla giunta, rendendo il passaggio consiliare necessario unicamente ai fini della votazione formale. La scelta non è stata oggetto di reale discussione o analisi in consiglio – puntualizza la minoranza – le osservazioni e le obiezioni espresse da noi non hanno potuto incidere sull’esito finale, trattandosi di decisioni già definite. Quando votiamo contrari, dicendo chiaramente di non voler essere complici di scelte e programmazioni sbagliate, la risposta che riceviamo è ‘Meglio, così i meriti li prenderemo solo noi’. Purtroppo i fatti stanno confermando i nostri timori. Pieve è in ginocchio dopo anni in cui il paese viene gestito in questo modo”.

Secca è la replica dell’amministrazione targata Claudio Marcelli. “Dopo settimane di cantieri, per una nuova illuminazione, una luce si è accesa: quella del manifesto della minoranza Bergamaschi; peccato non illumini le strade. Abbiamo impianti vecchi, quadri stanchi e lampioni che chiedevano la pensione da tempo. Noi abbiamo acceso il cantiere, la minoranza ha acceso il tipografo per stampare dei manifesti. In merito al consiglio comunale le informazioni c’erano, la libertà di discussione pure. Noi ci prendiamo il lavoro, le responsabilità e anche le critiche. Pieve non è in ginocchio, sta semplicemente cambiando pelle con tanti investimenti di lungo periodo, modo di fare, al quale, qualcuno non si è ancora abituato”.

Prosegue: “È vero che vi sono continui distacchi nella rete della pubblica illuminazione: oltre un anno fa, l’amministrazione ha deciso di affidarne la sistemazione a Hera Luce spa, però la sola sostituzione delle lampade e la piccola manutenzione non avrebbero risolto i problemi legati a una impiantistica vetusta, risalente a più di 60 anni fa, quindi abbiamo deciso assieme ad Hera Luce di programmare anche una serie di investimenti per circa 280mila euro. Chiedo ai cittadini, quindi, di portare pazienza, trattandosi di un percorso che durerà complessivamente un anno e che ci permetterà di sistemare e mettere a norma l’impianto, con meno perdite”.

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