Il compleanno
Gabbriella Giannotti durante una sfida a scala 40
Cento anni vissuti intensamente e compiuti in grande forma. Ci sono vite che non fanno rumore, ma lasciano una traccia profonda. La festeggiata, Gabbriella Giannotti, nata a Strada in Casentino il 21 febbraio 1926, e figlia del celebre Postino di Cetica - quello che percorreva chilometri di strade e stradelle per portare notizie e speranze alle famiglie del Comune di Castel San Niccolò - appartiene proprio a questa categoria rara. Dopo di lui, quel mestiere continuarono a farlo il figlio e, in parte, anche le figlie: una tradizione di servizio e tenacia che scorre nel sangue della famiglia. C’è un dettaglio che racconta meglio di mille parole lo spirito della centenaria: il suo nome. Si chiama Gabbriella, con due B. Non è un errore, né un vezzo: è storia pura. Quando suo babbo andò all’Ufficio Anagrafe di Castel San Niccolò per registrare la nascita, trovò un impiegato romano, disse il nome “Gabriella” ma lui lo scrisse esattamente come lo avrebbe pronunciato a Roma: Gabbriella. Una doppia B che da allora è rimasta, diventando un tratto distintivo, un sorriso automatico per chiunque la conosca e un piccolo capolavoro di identità casentinese con un tocco capitolino.
Lei non si è mai sposata, ma ha vissuto una vita piena, intensa, ricca di affetti. Dopo la giovinezza a Strada, partì per Milano, dove lavorò con dedizione e scoprì una grande passione per le lunghe camminate sulle montagne lombarde. A metà degli anni Settanta tornò a casa, scegliendo di non essere più "sottoposta” ad alcuno, dedicandosi alla sua grande passione, il ricamo, al fratello Gilberto, alla zia Annina e ai tanti nipoti che ancora oggi la considerano un punto fermo. Oggi, mentre festeggia i suoi 100 anni, gode di ottima salute e di un morale sempre alto. Coltiva con entusiasmo le sue passioni: la lettura dei giornali e dei libri, siano essi scritti o fotografici. La sera si dedica alla televisione e non perde mai una puntata di Ballando con le stelle, che segue con entusiasmo fino a notte fonda. E poi c’è la sua grande, inossidabile passione: le carte. A Scala 40 continua a batterci tutti, con una combinazione misteriosa di fortuna, astuzia e una lucidità che a cent’anni suonati lascia tutti a bocca aperta. Una vita lunga, generosa, vissuta con passo sicuro e spirito leggero. Un secolo che non pesa, ma illumina.
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