Arezzo
Il cardinale Pizzaballa con il vescovo Migliavacca e il crocifisso
Un crocifisso in argento smaltato che riproduce il Cristo di Cimabue, conservato nella basilica di San Domenico, è stato realizzato dall’imprenditore orafo aretino Pilade Nofri e donato ad Arezzo in occasione della Madonna del Conforto, lo scorso 15 febbraio durante la celebrazione in Cattedrale, al Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, grazie al vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, monsignor Andrea Migliavacca. “Il vescovo Migliavacca mi ha incaricato di realizzare questo crocifisso, come quello che avevo donato anche a lui, perché voleva inviarlo a Gerusalemme – spiega Pilade Nofri – Il primo Crocifisso di Cimabue lo donai al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, perché tre anni prima, nel 2001, era venuto ad Arezzo per l’inaugurazione del restaurato crocifisso ligneo”.

L'imprenditore Pilade Nofri, autore del gioiello
Il presidente Ciampi, accompagnato dalla moglie Franca, partecipò alla cerimonia ufficiale di presentazione dell’opera restaurata, salutando la cittadinanza sul sagrato della chiesa. L’intervento di restauro, durato diversi anni, fu condotto dagli specialisti dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. Durante la stessa visita, Ciampi ebbe modo di ammirare anche gli affreschi di Piero della Francesca nella basilica di San Francesco. Il Crocifisso di Cimabue, databile al 1265-71, è considerato il capolavoro giovanile del maestro di Giotto, indicato da Giorgio Vasari come il primo grande innovatore della pittura occidentale. Pilade Nofri, classe 1944, imprenditore orafo, si è dedicato al sociale, allo sport con la Polisportiva e il Cas di Indicatore di cui è stato anche presidente. Consigliere comunale di Arezzo per tre legislature, è Cavaliere della Repubblica. “Il dono al cardinale Pizzaballa - sottolinea - è per me motivo di orgoglio”.
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