IL CASO
Simona Barbagli
Negli ultimi anni il settore del fitness è stato attraversato da un cambiamento profondo. Accanto alle palestre tradizionali, radicate sul territorio e presidiate da personale qualificato, si è diffuso in modo massiccio il modello delle strutture H24, basato su accesso automatizzato, abbonamenti a basso costo e presenza ridotta di operatori. Confartigianato Sport interviene sul tema con una posizione chiara: quando si parla di allenamento, prevenzione e benessere, la differenza non è solo nel prezzo, ma nella qualità dell’assistenza e nella tutela della salute delle persone.
Il modello delle palestre H24 si fonda su logiche industriali e finanziarie. Grandi numeri di abbonamenti, costi del personale contenuti, servizi standardizzati. È un sistema legittimo sotto il profilo commerciale, ma che risponde a una dinamica economica precisa: un’ampia platea che paga l’abbonamento e una percentuale più ridotta che utilizza realmente e con continuità la struttura. Se tutti gli iscritti frequentassero negli stessi orari e con la stessa intensità, il sistema non sarebbe sostenibile senza un incremento significativo di spazi, macchinari e personale qualificato.
Il punto, però, non è la concorrenza in sé. Il punto è la narrazione che spesso accompagna questo modello. Allenarsi non significa semplicemente entrare in una sala attrezzi aperta 24 ore su 24. Allenarsi significa essere valutati, guidati, corretti, programmati. Significa adattare i carichi alla propria condizione fisica, all’età, a eventuali patologie, alla storia sportiva individuale. Senza una presenza costante di professionisti formati, il rischio è quello di trasformare l’attività fisica in un’esperienza improvvisata.
E l’improvvisazione, in ambito motorio, può tradursi in esecuzioni scorrette, movimenti fuori range fisiologico, sovraccarichi articolari, peggioramento di problemi posturali, infortuni muscolari o tendinei. Un soggetto sedentario, una persona in sovrappeso, un over 50 o chi presenta problematiche alla schiena o alle ginocchia non può essere lasciato solo davanti a un macchinario.
Le palestre del territorio, molte delle quali aderenti a Confartigianato Sport, operano con un modello completamente diverso. Investono in formazione continua, mantengono personale qualificato in struttura, costruiscono programmi personalizzati e seguono i clienti nel tempo. Non vendono soltanto accessi, ma percorsi. Non gestiscono numeri astratti, ma persone in carne e ossa, con cui instaurano un rapporto diretto e responsabile.
In questo senso il tema assume anche una valenza sindacale ed economica. Le imprese locali del fitness non sono semplici operatori di mercato: sono presidi sociali, generano occupazione qualificata, contribuiscono alla prevenzione sanitaria e al benessere della comunità. Subire una competizione esclusivamente basata sul prezzo, alimentata da logiche di investimento esterne al territorio, significa mettere sotto pressione un sistema fatto di professionalità, relazioni e responsabilità diretta verso i clienti.
“La salute non può essere trattata come un prodotto da scaffale” – dichiara la Portavoce di Confartigianato Sport, Simona Barbagli. “Le nostre palestre non sono spazi anonimi – prosegue Barbagli – aperti con un badge elettronico, ma luoghi in cui le persone vengono seguite, corrette e accompagnate in un percorso di miglioramento reale. Ridurre tutto a una tariffa mensile significa ignorare il valore della competenza, della sicurezza e della relazione professionale. Difendere le imprese locali del fitness significa difendere anche la qualità del servizio offerto ai cittadini.”
Confartigianato Sport invita quindi gli utenti a scegliere in modo consapevole, ponendosi domande semplici ma fondamentali: chi mi segue durante l’allenamento? C’è un tecnico sempre presente? È stato costruito un programma adeguato alla mia condizione fisica? La mia esecuzione viene monitorata e corretta?
La differenza tra una palestra H24 e una palestra con personale qualificato non è solo organizzativa. È una differenza di modello, di responsabilità e di tutela della salute. Scegliere qualità significa scegliere sicurezza, competenza e un presidio professionale che mette al centro la persona, non il numero di abbonamenti.
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