Arezzo
In pochi giorni salvate tre vite
Tre vite salvate in pochi giorni. Non è fortuna. È una catena: qualcuno riconosce i segnali, qualcuno inizia il massaggio cardiaco, qualcuno chiama il 118, qualcuno arriva con il defibrillatore. Se un anello cede, la storia finisce diversamente. In provincia di Arezzo la catena ha tenuto tre volte. La prima volta dentro un ospedale, quello del Valdarno: un uomo di settant'anni cade in arresto cardiorespiratorio, il personale presente reagisce immediatamente. Pochi minuti, poi torna cosciente. La seconda volta in un posto di lavoro, a Terranuova Bracciolini: cinquantadue anni, collasso improvviso, colleghi che non sanno cosa fare ma che alzano il telefono e seguono le istruzioni della Centrale 118. Mani che premono sul petto di qualcuno che conoscono, mentre aspettano i soccorsi. Quando arrivano i mezzi di emergenza, il defibrillatore fa il resto.
Tre episodi che raccontano qualcosa di preciso: non l'eroismo di singoli, ma il funzionamento di un sistema. Centrale operativa, volontari, passanti, personale sanitario. Una rete che, quando è preparata e coordinata, riesce a restituire alla vita chi sembrava averla già persa. “Questi tre episodi – sottolinea Simone Nocentini, direttore della Centrale Operativa 118 di Arezzo – evidenziano quanto, in caso di emergenza, l’intervento precoce, la diffusione capillare dei defibrillatori e la formazione nelle manovre salvavita siano determinanti. Saper riconoscere un arresto e agire tempestivamente, anche prima dell’arrivo dei soccorsi, può fare la differenza. L’uso del dae, semplice e guidato, rappresenta uno strumento fondamentale per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Soprattutto nel caso in cui le manovre siano messe in atto da persone non appositamente formate, è fondamentale il contributo della Centrale 118 che può supportare e guidare le prime fasi dell’emergenza sul territorio, così come quello delle associazioni di volontariato e di tutto il personale sanitario. Una rete integrata e preparata, in cui competenze, tempestività e collaborazione consentono di trasformare eventi critici in esiti positivi”.
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