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LA STORIA

Alessia Milaneschi e la sua mostra fotografica per salvare il piccolo borgo di Capraia

Nella sua tesi di laurea racconta le speranze di questa parte di Casentino: appena 17 abitanti. Sabato 18 aprile inaugurazione

Redazione Web

16 Aprile 2026, 09:21

Alessia Milaneschi

Alessia Milaneschi

Sabato 18 aprile 2026 alle ore 11, a Capraia, uno dei piccoli borghi nel comune di Talla, sarà inaugurato un progetto fotografico diffuso attraverso lo sguardo contemporaneo di una giovane fotografa, Alessia Milaneschi.

La mostra permanente nasce dall’idea di Alessia la quale, nella sua tesi di laurea, ha raccontato attraverso la fotografia, la storia e le speranze di questo piccolo borgo dimenticato.

La giovane di Capraia, laureata in fotografia alla Libera Accademia delle Arti di Firenze, spiega: “Si tratta di una mostra permanente di diciassette foto che sono state collocate all’interno del borgo. Il visitatore viene portato così alla scoperta della magia di un luogo che si sta spopolando. Nel 1841 qui abitavano 207 persone, oggi siamo appena 17. Il messaggio che vorrei dare è quello di un mondo che resiste e vuole resistere. Un messaggio di speranza e di bellezza di un luogo piccolo e straordinario”.

La tesi di laurea di Alessia, 24 anni il prossimo maggio, parla di memoria e di resilienza, quella che Capraia oggi dimostra al mondo.

Il luogo che, più di ogni altro, Alessia porta nel cuore, è la torre del vecchio castello, vicino al quale sorge la sua casa e racconta: “È un luogo particolare che racconta le origini di questo borgo. Capraia è il mio paese da cui sono partita per fare quello che amo, la fotografia e sono tornata per restituire questo amore. La speranza è che molte persone possano venire a visitare questo antichissimo borgo e magari possano tornare ad abitarci. Perché l’obiettivo è che possa continuare a vivere e non diventi un borgo fantasma. La montagna vive e deve vivere come luogo di cultura, un manifesto di vita autentica da dove partono idee e prospettive nuove per il futuro”.

Il sindaco di Talla Eleonora Ducci commenta: “Questa installazione permanente ha un grandissimo valore, che va ben oltre quello accademico e culturale. Con questa mostra permanente Alessia ha voluto dare un messaggio di amore per il suo paese, ma anche un messaggio chiaro alla sua generazione sulla resilienza dei luoghi e l’importanza della montagna come luogo di protezione e continuità, come luogo del sapere, come baluardo di civiltà. L’amministrazione ha sostenuto Alessia in questo percorso e con questa galleria a cielo aperto perché crede nei valori che lei intende promuovere e vuole anche offrire ai casentinesi e ai turisti, un luogo nuovo da scoprire e da vivere”.

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