CALCIO
La festa dell'Arezzo in B
È il momento dei caroselli, ma non appena finita la sbornia dei festeggiamenti, arriva il momento di programmare.
La Serie B riconquistata venti anni dopo, adesso è un fiore appena sbocciato che ha bisogno di essere innaffiato ogni giorno.
L'occasione è ghiotta. Lo sa bene il presidente Guglielmo Manzo, che ci vede lungo.
Quando l'Arezzo retrocesse dalla serie C e tornò tra i dilettanti, andò dall'assessore Federico Scapecchi e gli disse che voleva costruire lo stadio nuovo. Sembrava pura fantascienza, se pensiamo che al Comunale ci andavano solo i fedelissimi.
Manzo, però, sapeva che quel fiore amaranto, momentaneamente appassito, sarebbe risorto. Ci ha investito e il progetto stadio è andato di pari passo con la cavalcata degli uomini di Bucchi.
Serie B e ora via alle ruspe. Giù il vecchio e avanti il nuovo. Una struttura non solo calcistica, ma che farà vivere il pallone tutto l'anno. Un'occasione di investimento per tutta la città.
Perché la Serie B è un biglietto da visita da esibire sempre. Tornare tra i Cadetti, è un'occasione anche per le aziende aretine che ora, a maggior ragione, potranno sposare la causa amaranto.
La visibilità di stampa, tv e web, è tale che, come successe nel 2004, saranno in molte ad avvicinarsi al pallone snobbato fino a questo momento.
E poi l'Arezzo in B tornerà a confrontarsi con città importanti. Se è vero che i gruppi organizzati arrivano allo stadio e poi se ne vanno, è anche vero che esiste un tifo turistico, passateci il termine. Famiglie che potranno visitare Arezzo prima o dopo la partita.
Ciccio Graziani, uno che il calcio lo vede lungo come Manzo, ha detto che «l'Arezzo in B non è più un'azienda, ma un'industria». E, aggiungiamo, siamo sicuri che nessuna componente vuole fare la comparsa o essere una meteora. L'occasione è ghiotta per tutti.
A cominciare dalla prossima amministrazione che si ritroverà, dopo venti anni, una società in Serie B.
L'Arezzo è sBocciato, la città non perda questa occasione. I gregari facciamoli fare agli altri, gli amaranto non lo sono. E ora, ancora per poco, ubriacatevi di gioia, poi cominciamo da oggi ad innaffiare il fiore.
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