CALCIO
Il presidente Manzo
“Io e il direttore (Cutolo, ndr) avevamo fatto un voto ad inizio stagione: da Rigutino alla Madonna del Conforto a piedi in caso di Serie B”.
Il giorno dopo la vittoria del campionato, il presidente Guglielmo Manzo ha ancora addosso l’emozione della festa, le immagini del Comunale pieno, le lacrime, gli abbracci, la città scesa in strada e un obiettivo inseguito per anni diventato realtà.
E un voto da mantenere: “Sicuramente nei prossimi giorni organizzeremo questa bella passeggiata, con don Alvaro che ci attenderà a braccia aperte. Poi, prima di dare il via libera alla squadra, sicuramente torneremo ad Assisi”.
Presidente Manzo, che giornata è stata?
“Abbiamo fatto notte fonda. Era giusto e doveroso festeggiare”.
È stato bello l’abbraccio con la città intera?
“Onestamente, non sapevo nulla del post partita. Della festa, dei percorsi. Ed è stato ancora più bello, così. Mia figlia aveva organizzato praticamente tutto, con tanto coraggio, che ha ereditato dal padre”.
Il giorno dopo, qual è il primo pensiero per l’Arezzo in Serie B?
“Deve essere la categoria che ci permetterà di consolidarci per qualche anno; per poi essere bravi a tentare il colpo della A, in futuro. La bravura, adesso, sta nel programmare una Serie B seria e fatta bene”.

Si ripartirà da Cristian Bucchi che ha il contratto fino al 2028 alla guida tecnica?
“È stato il nostro condottiero e lo rimarrà per tanto tempo. C’è la volontà di tutti che il percorso prosegua, come quando ci siamo prefissati di rinnovare un contratto importante puntando sulla persona. Sapevamo che era bravo e forte, noi gli abbiamo messo a disposizione quel quantum in più per vincere, tutti insieme. Spero che possiamo andare avanti sereni e tranquilli anche nei prossimi anni”.
Domani ci sarà anche la firma della convenzione per il nuovo stadio. Quanto pesa questo passaggio nelle dinamiche legate al futuro?
“È un’altra impresa importantissima. Domani sarà il primo mattone importante, poi arriverà quello reale a distanza di qualche settimane. L’inizio dei lavori dipenderà dai tempi necessari per terminare le pratiche della progettazione. Dobbiamo muoverci per essere pronti a ospitare la prima partita di Coppa in casa”.
Cosa raccontano le tante lacrime di domenica?
“Come uomini non ci vergogniamo davanti alle emozioni, ma le viviamo fino alla fine. Tutti quanti abbiamo versato lacrime di gioia, perché è nella nostra indole farlo. Sono contento di lavorare con uomini seri”.
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