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IL CASO

Terremoto: dal 26 dicembre oltre 240 scosse con epicentro Anghiari. Installato un sismografo

Thomas Braun (Ingv Arezzo) spiega il fenomeno

Francesca Muzzi

04 Gennaio 2026, 05:56

Serie di scosse ad Anghiari e in Valtiberina

Serie di scosse ad Anghiari e in Valtiberina

Dal 26 di dicembre 240 terremoti con epicentro Anghiari. Scosse che si sono ripetute anche nella serata di sabato 3 gennaio. La più forte di M2.5 alle 22.46 con epicentro ad Anghiari.

È il dato che ci viene fornito dal bollettino sismico della sala sismica a Roma, riferisce Thomas Braun dell’Istituto INGV di Arezzo. Un dato che sorprende, ma che Braun così spiega: “Con le strumentazioni che abbiamo oggi, viene rilevato quasi ogni terremoto, anche quello più basso. Trent’anni fa i pochi sismografi installati all’epoca sul territorio nazionale rivelavano solo le scosse più grandi, quelle percepite dalla popolazione. Se guardiamo le scosse che hanno interessato il grado uguale o superiore alla Magnitudo 2.5, sempre in Valtiberina, dall’inizio del fenomeno (26 dic 2025) ne contiamo quattro”.

L’ultima è stata avvertita all’alba tra venerdì 2 e sabato 3 gennaio. Una scossa di magnitudo 2.6 alle 4.38, con epicentro Anghiari che è stata sentita dalla popolazione. Si tratta dunque di uno sciame sismico costante, tanto che l’Ingv di Arezzo ha installato, nei giorni scorsi, ad Anghiari un sismografo. Ma è un allarme? La popolazione si deve preoccupare? “Non c’è nessun allarme – risponde Thomas Braun – è un’iniziativa scientifica per studiare meglio la sequenza soprattutto per i terremoti molto deboli che non vengono sentiti dalla gente per vedere e capire come e dove sono collocati”.

Il sistema di faglia interessato è legato a quella chiamata “faglia Altotiberina”. L’ultimo episodio sismico importante risale al 2001 quando scosse di terremoto si verificarono il 26 e 27 novembre. Una di magnitudo 4.3 alle ore 1.56 di notte e l’altra di magnitudo 3.8 alle ore 13 del 27 novembre tra Sansepolcro, Gragnano e Anghiari, seguito poi per alcuni giorni da eventi con magnitudo più basse, chiamati “aftershocks”. Se poi torniamo ancora indietro, la storia ci dice del terremoto del 1948 la mattina del 13 giugno alle 6.33 nel quale molti edifici riportarono danni.

Ma torniamo a oggi. E alla sequenza dei terremoti che, per quanto piccolissimi e rilevati solo dal sismografo tengono in apprensione. Soprattutto, guardando la diga di Montedoglio sulla quale Braun sostiene: “Per ora non c’è pericolo”. “Si tratta di uno sciame composto da eventi sismici - prosegue Braun - che sono quasi scricchiolii, talmente di bassa energia e anche difficile da registrare se non ci sono strumenti vicini, per questo occorre arrivare sul posto e per questo abbiamo posizionato un sismografo”.

Ma c’è correlazione con la scossa avvertita venerdì sera con epicentro Verghereto e distintamente avvertita nell’Alto Casentino? “No – risponde Thomas Braun – sono due fenomeni non collegati e anche diversi tra loro. La scossa di venerdì ha avuto un avvertimento prima e poi è arrivata quella più forte di M3.6, seguita finora da poche repliche con magnitudo più basse. Qua in Valtiberina è completamente diverso”. Nell’area compresa poi tra Città di Castello, Umbertide e Perugia “si registra continuamente microsismicità, associabile alla faglia Altotiberina. Ma per la maggior parte queste scosse non vengono avvertite dalla popolazione”. “Nel settore appenninico a nordovest - dice ancora - a partire da Sansepolcro, si verificano invece sporadicamente delle sequenze sismiche singole, come quella tra Anghiari e Sansepolcro a cui assistiamo in questi giorni”. E a proposito del terremoto registrato in Alto Casentino, il sindaco di Chiusi della Verna, Giampaolo Tellini insieme alla Prefettura non ha riscontrato danni a persone o cose.

Tornando invece ad Anghiari, il sindaco Alessandro Polcri riguardo allo sciame sismico sottolinea: “È stato installato un sismografo la scorsa settimana proprio per studiare questo fenomeno e avere una percezione della situazione. Ma come tutti sappiamo, i terremoti non si prevedono. Possiamo però fare prevenzione nel senso delle strutture abitative”. Prosegue il primo cittadino: “La nostra zona è altamente sismica soprattutto il fondovalle. Meno invece nel centro storico di Anghiari, che come dice il nome stesso, costruito sulla ghiaia e dunque meno sensibile alle scosse di terremoto rispetto alle zone come la piana di Anghiari o la Motina”. E la diga di Montedoglio, c’è da preoccuparsi? “Qua mi sento di rassicurare, perché la diga è un invaso costruito su un terrapieno e non ci sono rischi di stabilità”. Una situazione che comunque viene monitorata e tenuta sotto controllo.

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