Martedì 06 Gennaio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

Il mito della Dakar

La Fondazione Fabrizio Meoni si scioglie: stop raccolta fondi per le scuole in Africa, ma le strutture vanno avanti

Poche donazioni e nuova legge, la scelta di fermarsi dopo tanta beneficenza. L'11 gennaio 21° anniversario. Col residuo di cassa borse di studio in nome di Chiara

Luca Serafini

05 Gennaio 2026, 07:23

Fabrizio Meoni

Fabrizio Meoni, vincitore due volte della Dakar

La Fondazione Fabrizio Meoni Onlus si ferma. Poche donazioni ricevute, se si considera la sua mission specifica: la costruzione di nuove scuole e la ristrutturazione di edifici scolastici, con i costi decisamente saliti in Africa negli ultimi anni. È sempre maggiore il peso dei nuovi adempimenti burocratici e amministrativi scattati con il 2026. Così l'organizzazione umanitaria con sede a Castiglion Fiorentino (Arezzo) ha interrotto la raccolta fondi a partire dal 9 dicembre 2025. Una decisione sofferta, ma consapevole. Le opere realizzate nel corso degli anni in Africa grazie alla generosità del campione della Dakar prima dell'incidente (11 gennaio 2005) e grazie al contributo di tanti, in suo nome, andranno avanti. Scuole, strutture educative per gli ultimi, seguite adesso come in passato da associazioni partner della Fondazione (nel sito fondazionefabriziomeoni.it il dettaglio dei progetti).

Ma la Onlus cessa la sua attività, vista la definitiva entrata in vigore della riforma del terzo settore, il decreto legislativo 117 - 2017, che archivia definitivamente il regime fiscale delle Onlus. L'ente avrebbe dovuto adeguarsi con una ripartenza fin dalle fondamenta, a partire dall'atto notarile, ma la famiglia ha maturato la decisione di non percorrere questa strada, alla luce di una situazione che nel tempo è mutata, anche sotto il profilo del ridotto flusso di donazioni.

Un percorso luminoso e operoso cominciato nel 2007, come costola dell'Associazione “Solidarietà In Buone Mani” per proseguire nel sostegno e nella gestione dei progetti promossi in vita da Fabrizio, mettendone in campo molti altri, dopo, resi possibili dagli aiuti ricevuti. C'è da andare orgogliosi di quanto realizzato, principalmente in Senegal, il Paese che dette a Fabrizio fama e gloria grazie alle sue imprese sportive, ma anche in Tanzania, Costa D'Avorio, Sud Sudan, Burkina Faso e Camerun. La Fondazione, con serietà e abnegazione, si era strutturata nel suo ruolo di ente commemorativo per condurre azioni direttamente o per lo più in partnership nel contesto degli interventi umanitari nei Paesi svantaggiati, ed ha messo in piedi una rete di sostenitori e collaboratori volontari sia in Italia che all'estero. Quella rete che ora monitora e segue ciò che è stato costruito.

Alla radice di questa storia c'è la collaborazione che si instaurò all'epoca dei trionfi di Fabrizio Meoni, con padre Arturo Buresti, parroco di Manciano, fondatore di Solidarietà in Buone Mani. Inizialmente le elargizioni produssero frutti nell'alveo delle missioni dei padri Maristi, poi l'attività si è diramata e strutturata diversamente con opere concrete per l'istruzione dei giovani africani. Sostenitori, donatori e amici della Fondazione sono stati informati dello stop attraverso il sito della Onlus. La mail per ogni comunicazione è info@fondazionefabriziomeoni.it. Da sottolineare che lo scioglimento in corso, avviene in un contesto del tutto sano e all'insegna della totale trasparenza.

Intanto si avvicina il 21esimo anniversario della morte di Fabrizio Meoni, leggendario pilota nato a Castiglion Fiorentino il 31 dicembre 1957. Perse la vita nella caduta dalla moto a Kiffa in Mauritania nel corso della undicesima tappa della Dakar, epica gara che lo aveva visto vincitore nel 2001 e 2002. Dopo la lunga gavetta, da brillante pilota non professionista di enduro, in età matura era diventato campione, idolo carismatico, grazie alle grandi doti tecniche e allo stile. Un fuoriclasse.

Numerosi i successi nei rally internazionali, in sella alla Ktm. Lealtà, umiltà e carattere i tratti distintivi. La famiglia il fulcro di tutto. E poi la solidarietà: “L'Africa mi ha dato tanto, è giusto che restituisca qualcosa…” A Castiglion Fiorentino il palazzetto dello sport porta il suo nome, la statua di Lucio Minigrilli sulla rotatoria lungo la Sr71 è perenne tributo al campione e all'uomo, meta di pellegrinaggi di appassionati; il cippo a Partini, sulla montagna dove si allenava, è un altro luogo della memoria.

L'interruzione dell'attività della Fondazione non recide affatto un legame viscerale, una storia che viene da lontano e andrà ancora lontano, magari con altre forme.

L'11 gennaio la messa delle 18 alla chiesa della Madonna del Rivaio sarà come sempre cerimonia di suffragio.

Il dinamico figlio di Fabrizio, Gioele, due anni fa è riuscito a portare a termine la Dakar. “Nel nome del Padre”, impresa sportiva e umana diventata toccante docufilm. E Gioele è a sua volta padre del bambino dato alla luce dalla moglie Caterina, battezzato con il nome di Fabrizio.

Sulla famiglia Meoni nel 2021 si è abbattuta anche la tragedia della prematura scomparsa della giovanissima Chiara (il residuo di cassa della onlus si intende destinato alle borse di studio nella scuola che frequentava, l'istituto Giovanni da Castiglione di Castiglion Fiorentino), secondogenita del campione e della moglie Elena - donna forte e fragile come le diceva Chiara - che con la forza innata irrobustita crescendo a fianco di Fabrizio, e con la fede, trasforma la sofferenza in luce.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie