POLITICA
Mario Agnelli
Prende in prestito il linguaggio (universale) del pallone quando parla del suo mandato da sindaco: “ho un contratto a scadenza 2029 senza diritto di riscatto e mi trovo bene a Castiglion Fiorentino”.
Mario Agnelli, è da sabato scorso il nuovo Commissario provinciale della Lega. “Ho accettato questo incarico a termine - dice - per gestire questa fase che porterà alle elezioni amministrative di Arezzo cercando di dare il mio contributo”.
Sarà al posto di Gianfranco Vecchi, che ha deciso di candidarsi come consigliere comunale ad Arezzo. Non c’è incompatibilità tra i due ruoli, ma la scelta di lasciare l’incarico nella Lega, pare sia dovuta al fatto di concentrarsi solo in un’unica direzione.
E Agnelli invece che fa? In quale direzione è meglio concentrarsi? Diretto, schietto e calcistico, come sempre: “Se volete sapere se c’è la mia candidatura ad Arezzo la risposta è: ad oggi non è sul mio tavolo”.
Prosegue: “A fine gennaio, il 31 esattamente, lanceremo l’inizio della nostra campagna elettorale a cui sono tutti invitati, e nessuno escluso”.
Quindi anche i seguaci di Vannacci? Agnelli risponde: “Quando dico nessuno escluso, parlo anche della società civile, cioè delle persone che non appartengono alla politica”.
E sugli schieramenti interni precisa: “Io non sono nella Lega per Bossi che c’era prima di me e non sono nella Lega per Vannacci che è arrivato dopo di me. Ci sono per il progetto di Lega Nazionale voluto da Salvini”.
Verrebbe da chiedere a questo punto se non sia proprio Mario Agnelli la carta per risollevare le sorti della Lega che alle ultime regionali arrivò appena sopra al 5 per cento. La ricetta di Agnelli, per il momento è: “Fare affidamento, all’interno della Lega, su chi ha degli stimoli e ringraziare e salutare chi non ne ha più”.
E soprattutto: “Da che mondo è mondo, le questioni di un partito poi si affrontano dentro al partito e non attraverso i social, altrimenti si generano equivoci e confusione”. Quasi un dictat per mettere i puntini sulla prossima campagna elettorale.
Della quale lui darà le linee guida forte della sua esperienza politica trentennale: “Ho cominciato nel 1997, ho affrontato otto elezioni amministrative a Castiglion Fiorentino, tre da candidato a Sindaco vinte, di cui è in corso l'ultima legislatura. Ma è chiaro che le elezioni del comune capoluogo sono un’altra cosa”.
Il suo ruolo comunque non sarà affatto dietro le quinte, ma guiderà una difficile campagna elettorale per la Lega e lo farà: “Senza la pretesa di dare lezioni da sindaco, ma neanche di riceverle”.
Tutto questo mentre continuerà a fare anche il sindaco di Castiglion Fiorentino. “Ho un contratto con scadenza 2029 senza diritto di riscatto. La legge dice che dopo tre mandati non ci si può più candidare. Tutto ha un inizio e una fine. Per me succederà tra tre anni, per Ghinelli tra qualche mese”.
Ma la partita che si è aperta per cercare il candidato a sindaco nel centrodestra, sembra, appunto, tutt’altro che chiusa. Anzi. Come si pone la Lega in tutto questo? “C’è stata la stagione in cui il maggior azionista del centrodestra era Forza Italia, poi è arrivata quella della Lega e adesso c’è Fratelli d’Italia”.
Ma le carte sono ancora tutte da giocare, per scegliere il candidato del centrodestra. Intanto, per quanto piccolo, Mario Agnelli un passettino verso Arezzo lo ha fatto e le redini della campagna elettorale della Lega le ha già in mano. Il resto lo vedremo a campionato in corso.
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