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Arezzo

Giovane senzatetto muore a 25 anni e dona gli organi. Per 17 giorni in coma al Careggi

Il ragazzo era stato trovato in arresto cardiaco sotto un ponte di Firenze

Julie Mary Marini

07 Gennaio 2026, 01:20

Giovane senzatetto muore a 25 anni e dona gli organi dopo 17 giorni di agonia in ospedale

E' morto a soli 25 anni

Aveva solo venticinque anni e una vita già troppo pesante sulle spalle. Un giovane originario di Arezzo, senza fissa dimora, segnato da una lunga storia di tossicodipendenza, è morto dopo oltre due settimane di agonia all’ospedale di Careggi, a Firenze. La sua vicenda si è conclusa con l’accertamento della morte cerebrale e con una decisione che restituisce dignità e senso a un’esistenza fragile: la donazione degli organi, scelta che il ragazzo aveva formalizzato quando era ancora in vita. Era stato trovato in arresto cardiaco sotto un ponte di Firenze, soccorso da sanitari e forze dell’ordine. Il trasporto d’urgenza in ospedale, l’intubazione, il ricovero in condizioni disperate. Il suo cervello, rimasto troppo a lungo senza ossigeno, aveva riportato danni gravissimi. Dopo diciassette giorni di coma, il quadro clinico è progressivamente peggiorato fino alla diagnosi di morte cerebrale.

Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, come ha raccontato il Corriere della Sera, l’arresto cardiaco potrebbe essere stato provocato da un’overdose. Attorno alla sua storia restano molti vuoti. Le autorità hanno cercato di ricostruirne l’identità e il passato, emersi solo in parte. Negli istanti precedenti al malore, il venticinquenne si trovava con la compagna, anche lei senza fissa dimora, della quale però si sono poi perse le tracce. In un contesto segnato dall’emarginazione e dalla solitudine, emerge con forza una scelta consapevole. Il giovane, pur nella precarietà della sua vita, aveva espresso chiaramente la volontà di donare i propri organi dopo la morte. Una decisione che il pubblico ministero di Firenze, Antonio Natale, ha autorizzato e voluto rispettare, dopo aver ricevuto il parere dei sanitari e completato gli accertamenti di legge. È una storia che parla di dolore, di dipendenza e di invisibilità, ma che si chiude con un gesto capace di generare vita. In una vicenda segnata dalla marginalità, la donazione degli organi diventa l’ultimo atto di responsabilità e umanità di un giovane che, nel momento più buio, ha lasciato qualcosa agli altri.

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