Toscana
Truffa in nome della solidarietà
Ci mancava la truffa del sangue. Una classica catena di Sant'Antonio in nome della solidarietà. Uno dei modi peggiori per cercare di beffare cittadini che pensano di fare del bene. A lanciare l'allarme è Claudia Firenze, presidente dell'Avis Toscana, che in una nota spiega che "sta circolando in queste ore anche, su WhatsApp e sui social, una richiesta urgente di donazioni di sangue e piastrine legata a una situazione sanitaria presentata come particolarmente critica al Bambino Gesù di Roma: si tratta di una catena di Sant’Antonio, una fake news che può creare confusione e danni".
Claudia Firenze, presidente dell'Avis Toscana
Nel testo truffa è spiegato che c'è un'urgenza di donazione per aiutare un paziente di cui si riportano nome, reparto ospedaliero e numeri da contattare direttamente. Un'urgenza che non esiste. Inventata. "Elementi che sono tipici delle notizie false legate alla donazione di sangue e che, anche se originati da un caso specifico, diventano rapidamente virali – aggiunge Firenze – Quando un messaggio fa leva sull’emotività, sull’urgenza immediata e riporta dati personali o contatti diretti, è bene fermarsi e verificare. Il sistema trasfusionale non funziona in questo modo e la raccolta non viene mai organizzata tramite catene sui social o su WhatsApp".
Un tipo di truffa che finisce per danneggiare il mondo del volontariato, oltre ovviamente a quello della sanità: "Il sistema è sicuro, efficiente e di qualità – aggiunge la presidente – La donazione è anonima, programmata e coordinata: i centri trasfusionali pubblici e le associazioni di volontariato riconosciute garantiscono sicurezza, tracciabilità e appropriatezza delle donazioni, senza chiamate individuali per singoli pazienti". In Italia gli appelli specifici alla donazione non esistono fuori dai percorsi ufficiali. "Donare è un gesto fondamentale – conclude la presidente regionale dell'Avis – ma deve avvenire sempre in modo corretto e responsabile. Invitiamo quindi cittadine e cittadini a non condividere messaggi non verificati e a rivolgersi sempre alle sedi Avis territoriali o ai centri trasfusionali del Servizio sanitario per informazioni aggiornate sulle necessità di sangue e plasma".
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