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Salute

Influenza al picco, famiglie aretine in ginocchio alle prese con il male di stagione: analisi e consigli dei medici

Ci sarà da stringere i denti fino alla fine di gennaio. La situazione in ospedale, cosa dicono i dottori di base

Sara Polvani

11 Gennaio 2026, 00:11

Znobetti, Nasorri, Droandi

I medici Zanobetti, Nasorri e Droandi

Influenza all’apice anche ad Arezzo.

L’epidemia è venuta fuori a dicembre e ora siamo nel picco fino a metà gennaio, come in tutta Italia. Con l’influenza andremo avanti fino alla fine di gennaio. Al Pronto soccorso – spiega il dottor Maurizio Zanobetti, direttore del Pronto soccorso dell’ospedale San Donato di Arezzo – non sono aumentati gli accessi, ma quello che crea più problemi sono i malati ultraottantenni che hanno diverse patologie e che devono essere tenuti in ospedale. Poi è chiaro che il giovane si dovrebbe curare a casa con la tachipirina ma ne abbiamo avuti anche con la polmonite. Un problema comune a tutta Italia. Per capire quanto incide l’influenza ci sono i dati sui tamponi positivi: a novembre erano il 5%, a dicembre si attestavano al 35% e nella prima settimana di gennaio fino all’Epifania al 62%.”

L’influenza – spiega il dottor Roberto Nasorri, segretario provinciale Fimmg Arezzoquest’anno sta mettendo in ginocchio le famiglie perché circola una variante nuova con interessamento gastro-intestinale che sfugge al vaccino. Ma chi ha fatto la vaccinazione avrà complicazioni minori. Inoltre stiamo notando un numero elevato di polmoniti. Quest’anno anche nel nostro territorio vediamo un incremento dei pazienti che hanno interessate le vie respiratorie, dopo 4-5 giorni di incubazione. Quindi trattare la sindrome inizialmente con antipiretici e intervenire con l’antibiotico in seconda battuta.”

Nasorri aggiunge: “Iniziare con i classici antinfiammatori, riposo a letto, isolamento perché si evita il contatto di figure della stessa famiglia. Rivolgersi al medico e se persiste questo può vedere la presenza di segni che ci portano a diagnosticare la polmonite. In questo momento, dopo le festività che sono servite da incubazione della variante, ora c’è stata la ripresa della scuola che incide sulla diffusione del virus. Se prima per l’influenza si vedeva una popolazione soprattutto anziana con la riapertura delle scuole questa la vedremo anche nei giovani. La variante k sfugge alla vaccinazione ma non ci si deve preoccupare perché ha una sintomatologia gastro-intestinale, non interessa le alte vie respiratorie ma è sempre una forma virale che non va trattata con antibioticoterapia, si possono usare fermenti lattici, bere molta acqua, spremute d’arancia, succo di limone, pompelmo che hanno la possibilità di integrare. Certamente le persone anziane si possono scompensare, se a domicilio non possono integrare solo in questi casi è consigliato l’accesso al Pronto soccorso dove verranno trattati con soluzioni fisiologiche e sali minerali e possono essere seguiti a domicilio dagli infermieri del territorio”.

Siamo nella fase stabile di crescita – conclude Nasorri – in cui non vediamo un incremento del numero ma una costante di pazienti tutti i giorni. Ha influito l’abbassamento delle temperature che favoriscono la proliferazione dei virus. La febbre a 39 dei primi 3-4 giorni è la presentazione normale della sindrome dell’influenza. Le polmoniti sono il 2-4% dei casi che sono normali. Quindi porre attenzione alla sintomatologia che dura 4-5 giorni, in più non usare antibiotici in fase iniziale perché non serve”.

Fondamentale – sottolinea il presidente dell’Ordine dei medici di Arezzo, Lorenzo Droandi – è stare molto attenti in età pediatrica. Attenzione anche agli anziani e ai pazienti fragili. Il ricorso al Pronto soccorso deve essere limitato solo alle situazioni più urgenti che non possono essere risolte dal medico di medicina generale”.

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