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L'appello

"Mai una tragedia come Crans Montana in Toscana". L'appello di Silb: "Vigilanza, verifiche e sanzioni certe contro l'abusivismo"

I locali da ballo professionali in regione sono circa 150 e nel loro insieme danno lavoro a oltre 16mila persone. Settore che genera giro d'affari per 500 milioni di euro

Julie Mary Marini

14 Gennaio 2026, 13:01

"Mai una tragedia come Crans Montana in Toscana". L'appello di Silb: "Vigilanza, verifiche e sanzioni certe contro l'abusivismo"

Candele e lumini per ricordare le vittime di Crans Montana

La tragedia di Crans Montana ha scosso l’opinione pubblica europea e riportato con forza al centro del dibattito un tema che, troppo spesso, riaffiora solo dopo eventi drammatici: la sicurezza nei luoghi dell’intrattenimento notturno. È da questo contesto che ha preso avvio il primo consiglio direttivo del 2026 di Silb Confcommercio Toscana, l’associazione di categoria che rappresenta i locali da ballo, deciso a trasformare il dolore in una presa di posizione netta. "Il tempo del cordoglio deve tradursi in responsabilità", afferma senza esitazioni Riccardo Tarantoli, presidente regionale del Silb. Responsabilità che, sottolinea, riguarda tanto le istituzioni quanto gli imprenditori. L’obiettivo dichiarato è uno solo: fare in modo che tragedie simili non si ripetano. Tarantoli rivendica con fermezza la differenza tra i locali da ballo regolarmente autorizzati e il mondo parallelo dell’intrattenimento irregolare. "Nei locali italiani che rispettano le norme, severe e stringenti, episodi del genere non potrebbero accadere", ribadisce. Il vero nodo, secondo l’associazione, non sta dunque nel sistema regolato, ma nell’abusivismo diffuso che prospera ai margini – e talvolta sotto gli occhi di tutti. Attività di spettacolo e intrattenimento che operano in aperto contrasto con la legalità, spinte unicamente da logiche di profitto, senza alcuna attenzione per la sicurezza delle persone. "Chiediamo vigilanza, verifiche e sanzioni certe", insiste Tarantoli, rivendicando una tutela non solo per i clienti, ma anche per le imprese sane del settore. Perché garantire standard elevati di sicurezza, capienza, adeguamento degli ambienti e formazione del personale comporta costi significativi, che oggi non possono continuare a gravare solo su chi rispetta le regole.


Riccardo Tarantoli, presidente regionale del Silb

Da qui la richiesta esplicita di una stretta sui controlli. Secondo Silb Confcommercio Toscana è necessaria un’azione coordinata e continuativa da parte degli organi competenti, capace di prevenire e reprimere ogni forma di abusivismo. "Il divertimento notturno è una risorsa preziosa di socialità, soprattutto per i giovani - osserva Tarantoli - "ma può e deve essere tutelato solo all’interno dell’alveo della legalità". Un punto, questo, che apre uno scenario spesso sottovalutato. Il rischio non arriva soltanto dalle feste improvvisate in ville private o in spazi manifestamente inadeguati, ma anche da bar e ristoranti che, senza i requisiti necessari, organizzano serate danzanti eludendo normative e controlli. Il caso di Crans-Montana, ricorda Tarantoli, è emblematico: "La Constellation era autorizzata come wine bar, non come discoteca". Spazi nati per tutt’altra funzione che si trasformano, di fatto, in luoghi affollati e privi delle indispensabili misure di sicurezza. Una situazione che espone il pubblico a rischi inaccettabili e altera in modo grave la concorrenza. Il fenomeno, avverte l’associazione, tende ad amplificarsi nei periodi di festa. Con l’avvicinarsi del Carnevale, basterà scorrere i social network per imbattersi in un proliferare di eventi improvvisati, spesso privi di qualsiasi garanzia. "È proprio in questi contesti che i controlli dovrebbero essere intensificati", conclude Tarantoli. "La sicurezza delle persone e il rispetto delle regole non possono essere opzionali".

La Constellation, teatro della tragedia di Crans Montana

In Toscana il comparto dell’intrattenimento notturno regolamentato rappresenta una realtà tutt’altro che marginale. I locali da ballo professionali sono circa 150 e, nel loro insieme, danno lavoro a oltre 16mila persone: deejay, addetti alla sicurezza, cassieri, barman, personale di accoglienza e guardaroba, ma anche artisti, pr e ballerini. Un settore che genera un giro d’affari annuo stimato in almeno 500 milioni di euro e che, proprio per questo, chiede di essere difeso da scorciatoie illegali che mettono a rischio vite umane e il futuro di un’intera filiera.

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