Arezzo
La casa esplosa al Matto
Sono sopravvissuti ad un'esplosione devastante, quasi sicuramente causata da una perdita di gpl dell'impianto con un innesco che ha provocato la deflagrazione.
È impressionante, alla luce del giorno, la scena che si presenta al Matto, frazione di Arezzo, dove alle 17.20 di giovedì 15 gennaio si è verificato lo scoppio. I vicini hanno udito il boato e lì per lì hanno pensato al terremoto. Invece era la casa che si era sbriciolata.


La ferita più grave, Maria Colombi, 76 anni, ustionata, è stata trasportata al centro specializzato di Pisa, in codice 3, ma non sarebbe in pericolo di vita.
La sorella Piera, 71 anni, ha riportato lesioni lievi, ma un forte stato di choc, e l'uomo di 63 anni che era con lei è stato salvato dal materasso del letto sul quale si trovava, che ha fatto da scivolo, da cucchiaio: espulso dall'onda d'urto all'esterno, tra le macerie, gli ha attutito il colpo.
L'uomo e la donna erano al piano superiore, dove lo squarcio della parete mostra ancora i televisori rimasti in piedi sui mobili, intorno alla devastazione. La 76enne era invece al piano inferiore.


Di sopra, con i due, anche tre cani che sono rimasti storditi e bruciacchiati, presi in custodia dal canile. Non era in casa il figlio disabile della 71enne, in quel momento in una struttura di riabilitazione. Anche le unità cinofile sono state impiegate, nella tarda serata, per verificare la presenza di altre persone. Al mattino da brivido la scena della strada che collega la Sr71 con le Ristradelle, invasa da pietre e detriti. La struttura era stata oggetto di lavori, adesso è un rudere. Travi abbattute, pareti sparite, oggetti della vita quotidiana sparpagliati.

L'inchiesta - impegnati i tecnici dei vigili del fuoco e i carabinieri - dovrà fare piena luce sulle cause, se si è trattato di una fatalità o se possono essere individuate responsabilità nell'accaduto.
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