Lavoro
Marco Pesci e Maria Rosaria Esposito di Cgil e Cisl
Sciopero per l'intero turno dei lavoratori impegnati nei servizi Cup dell'Asl Toscana Sud Est in provincia di Arezzo, fissato per mercoledì 21 gennaio, dopo l'esito negativo dei confronti avviati nelle scorse settimane. L'astensione dal lavoro e il presidio di fronte all'ospedale San Donato, è stato deciso dai sindacati provinciali di categoria Filcams Cgil e Fisascat Cisl.
“Abbiamo avuto incontri e noi abbiamo dialogato, cercando una soluzione ma l'azienda, la Formula Servizi di Forlì, non ha fornito la benché minima risposta. Quindi il 21 gennaio sarà sciopero, per l'intero turno, dei dipendenti che lavorano nei vari sportelli Cup dell'Asl nella provincia di Arezzo - spiega il segretario provinciale della Filcams Cgil, Marco Pesci - Confermiamo le nostre richieste e cioè la necessità di consolidare nei contratti di lavoro part-time le ore supplementari stabilmente sviluppate sull'appalto che non hanno carattere sostitutivo o picco di straordinarietà. È ormai chiaro - sottolinea Pesci - che lo snodo della trattativa non è la Asl Tse che ha messo a disposizione le risorse necessarie ma l'impresa Formula Servizi che ha in appalto la gestione dei Cup. Un appalto che è ormai in scadenza e dal quale, anche in quest'ultima fase, l'azienda punta a trarre il massimo profitto. E lo fa negando ai lavoratori quanto loro doverosamente dovuto”.
Il 21 gennaio sarà quindi sciopero per l'intero turno di lavoro e la mobilitazione non sembra destinata a rallentare. Nella lettera all'azienda i sindacati confermano infatti che “la mobilitazione della giornata è da intendersi non esaustiva delle iniziative e dello stato di agitazione; quest'ultimo infatti permarrà sino al positivo esaurirsi della vertenza, con piena possibilità e disponibilità per le rappresentanze sindacali aziendali di procedere autonomamente a differenti ed ulteriori iniziative”.
“La questione centrale - spiega la segretaria Cisl Fisascat Arezzo, Maria Rosaria Esposito - è la messa in gioco della dignità di ogni singola lavoratrice e lavoratore. Parliamo di persone che hanno dato tempo, disponibilità e professionalità al servizio Cup e all'azienda, spesso oltre quanto dovuto, senza che questo impegno venisse adeguatamente riconosciuto. Questo non è un favore: è un diritto”.
La segretaria sottolinea anche il ruolo della committenza pubblica. “Chi affida un servizio in appalto o subappalto ha il dovere di monitorare non solo le ore contrattuali, ma anche le condizioni reali di lavoro”. La Cisl Fisascat segnala inoltre criticità legate alla salute e sicurezza in alcune postazioni di lavoro. “Abbiamo già evidenziato situazioni non soddisfacenti dal punto di vista della sicurezza e del comfort ambientale, come postazioni prive di adeguato riscaldamento o collocate in spazi non idonei”.
Lo sciopero del 21 gennaio vuole dunque “scuotere la committenza e l'azienda affinché si arrivi finalmente a soluzioni concrete”, conclude la Cisl Fisascat, ribadendo la disponibilità al confronto ma “non a scapito dei diritti e della dignità di chi ogni giorno garantisce un servizio pubblico essenziale”.
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