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Arezzo

Giovane padre impiccato a un'antenna della luce, dopo 82 anni arriva il risarcimento ai discendenti per il crimine di guerra

Il fatto avvenne nel 1944 a Ortignano Raggiolo, il civile fu ucciso barbaramente: riconosciuta la responsabilità tedesca

Alessandro Cherubini

22 Gennaio 2026, 10:25

Giovane padre impiccato a un'antenna della luce, dopo 82 anni arriva il risarcimento ai discendenti per il crimine di guerra

A 82 anni di distanza riconosciuto un crimine di guerra nazista compiuto nel territorio di Ortignano Raggiolo in provincia di Arezzo. Il tribunale di Firenze ha sancito un risarcimento per gli eredi di Ferdinando Santini che fu ucciso l’11 luglio 1944 in conseguenza di “azioni violente a opera dei barbari nazisti”, come riporta l’atto di morte.

Termina così una lunga attesa di giustizia da parte della famiglia e viene affermata una verità storica per il territorio. E' stato l'avvocato Saverio Agostini dello Studio Legale Altocasentino a seguire la causa che ha trovato conclusione con la sentenza che ha riconosciuto la responsabilità tedesca nell’uccisione del civile durante la ritirata dell’esercito nazista verso nord, tristemente caratterizzata da molteplici stragi ed eccidi nell’intero Casentino. A essere ribadito è stato il principio civile e istituzionale di riaffermare la memoria storica a distanza di molti decenni, senza che i crimini di guerra cadano in prescrizione.

La sentenza, notificata alla Repubblica Federale di Germania, dovrà passare in giudicato. Poi, per il concreto riconoscimento economico, i familiari dovranno attendere l'iter del fondo istituito dallo Stato italiano ed hanno tutti i requisiti per rientrare nell'erogazione avendo intentato la causa nei tempi previsti.

Nato nel marzo del 1910 e di professione colono, Santini fu fatto prigioniero dai nazisti, poi fu fatto lavorare e infine fu barbaramente ucciso all’età di 34 anni mediante impiccagione a un’antenna della luce elettrica a San Piero in Frassino dove rimase poi esposto per tre giorni alla vista dei passanti.

I due figli dell’uomo avevano, all’epoca dei fatti, 5 anni e 17 mesi: a distanza di quasi ottant’anni, la famiglia ha scelto di rivolgersi all’avvocato Agostini per ottenere il riconoscimento giudiziario di quanto accaduto e per vedere finalmente affermata una verità storica e giuridica rimasta per decenni senza risposta, restituendo così dignità alla vittima e ai fatti. Il risarcimento previsto sarà tratto dal fondo istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per gli eredi delle vittime dei crimini di guerra per i reati commessi dalle forze del Terzo Reich nel periodo tra l’1 settembre 1939 e l’8 maggio 1945, dando seguito all’accordo tra Repubblica Italiana e Repubblica Federale di Germania per il ristoro per la lesione dei diritti inviolabili alle vittime civili.

«Questa sentenza - commenta Emanuele Ceccherini, sindaco di Ortignano Raggiolo, - permette di conseguire un giusto risarcimento economico ma, soprattutto, permette di riconoscere una verità storica e una responsabilità giuridica che per troppo tempo sono rimaste sospese. Ringraziamo l’avvocato Agostini che, sostenuto da un’attenta ricerca di archivio compiuta dai dipendenti del Comune di Ortignano Raggiolo a cui va la nostra gratitudine, ha conseguito un traguardo importante che riporta luce su un drammatico episodio avvenuto sul nostro territorio, affermando un atto di giustizia verso una vittima innocente e verso i suoi familiari, oltre che un segnale forte per le comunità: i crimini di guerra non si dimenticano e non si cancellano con il passare degli anni».

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