Arezzo
Cani denutriti, caso arriva in tribunale
I tre cani furono trovati denutriti, in condizioni estreme, stavano male. Atroci sofferenze. Uno è morto e l’autopsia ha poi evidenziato nello stomaco la presenza di plastica, tanta era la fame dell’animale.
Era gennaio 2025 quando scattò l’ispezione del servizio della Asl Toscana sud est, con successiva denuncia al proprietario per il reato di maltrattamento di animali. L’Enpa si prese cura dei due cani sopravvissuti.
Ora, a distanza di un anno, in tribunale ad Arezzo è arrivata la conclusione del procedimento penale: l’uomo finito a processo, quarantenne aretino, ha patteggiato la pena a sei mesi di reclusione con i benefici di legge.
L’Enpa, che ha seguito il triste caso, dovrà avere il ristoro delle spese sostenute per prendersi cura dei cani. Quelli sopravvissuti sono stati confiscati dall’Ente protezione animali e portati al canile comunale.
Per il terzo non c’è stato purtroppo nulla da fare: le ciotole vuote per troppo tempo lo hanno portato al decesso. Era ridotto a pelle e ossa.
Il fatto è avvenuto nella frazione di Agazzi alle porte di Arezzo. L’imputato era assistito nel processo dall’avvocato Nicola Detti e a sua discolpa ha rappresentato pressanti problemi di natura familiare ed economica, che in quel periodo erano improvvisamente diventati prioritari, tali da sovrastarlo facendo passare in secondo piano la cura dei meticci.
Una trascuratezza difficile da perdonare e che ha avuto conseguenze letali per uno dei tre animali dopo chissà quante sofferenze.
Non a caso il giudice monocratico Filippo Ruggiero ha ravvisato nelle condotte dell’uomo gli estremi per addebitargli il reato specifico contro gli animali. L’Enpa è stata assistita sotto il profilo legale dall’avvocato Simona Chiarini.
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