Arezzo
Polizia in azione
Truffe agli anziani pane quotidiano dei malviventi pendolari tra la Campania e la provincia di Arezzo. Arrestati altri due imbroglioni della provincia di Napoli, accusati di avere messo in atto l'ennesima vile truffa ai danni di persone fragili in età avanzata. Il fatto stavolta a Quarata, frazione di Arezzo. Lo stop ai malfattori a Roma Nord, dove è stato imposto lo stop all'auto con a bordo i due, un 40enne e una 30enne, arrestat. Avevano con sé i monili sottratti alla donna.
Tutto è iniziato alle 10.30 di lunedì 26 gennaio quando una 85enne è stata chiamata sul telefono di casa. Una voce femminile, singhiozzante, riusciva a farle credere di essere sua figlia. Diceva di essere trattenuta in una caserma dei carabinieri. A causa di una serie di contravvenzioni non pagate rischiava di finire in prigione. Era urgente il pagamento della somma richiesta dallo Stato. L'anziana è caduta nel tranello. La telefonata successiva le è giunta da parte di un sedicente appuntato dell'Arma che le chiedeva se avesse preparato l'occorrente, i monili. Sarebbe passato a ritirarli subito. In un attimo, l'arrivo al domicilio del falso carabiniere. Con la signora che nel frattempo aveva messo insieme orecchini e anelli.
Ma al momento del ritiro degli ori, il figlio dell'anziana è rincasato ed ha trovato l'impostore ancora lì. C'è stato un corpo a corpo nel quale il malvivente è riuscito a prendere la refurtiva e a guadagnare la fuga. In strada c'era l'auto con la complice che lo attendeva. Il figlio della truffata è riuscito a prendere parte del numero di targa e ha chiamato il 112 numero unico dell'emergenza. La squadra mobile diretta dal dottor Davide Comito si è subito messa in azione per localizzare il veicolo. Un'indagine lampo perfettamente riuscita da parte dei poliziotti della questura di Arezzo guidata dal dottor Cristiano Tatarelli, tanto che rapidamente è stato dato alla polizia stradale di Roma Nord l'assist giusto per fermare i delinquenti.
L'uomo e la donna nelle ore successive sono stati intercettati, bloccati e identificati, la squadra mobile ha completato l'attività con il riconoscimento dei monili e del volto dell'individuo entrato in casa della signora. Il fatto si qualifica come rapina per la colluttazione avvenuta. I due sono in cella a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Impressiona la frequenza con cui i truffatori agiscono nel territorio con preliminare studio delle vittime, di cui riescono ad ottenere sommariamente un quadro dello status familiare, se hanno figli o figlie, o nipoti, per far leva sulla loro apprensione e portare via i risparmi in modo subdolo e vigliacco.
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