IL CASO
Buen Camino
Il film di Checco Zalone, 'Buen Camino', ha normalizzato il cammino, in questo caso di Santiago e non lo ha idealizzato. Sintesi: chiunque lo può fare, chiunque lo può provare. Simone Cresti è una guida escursionistica della Regione Toscana. È anche un documentarista e nella sua vita ha messo insieme qualcosa come 60 cammini in tutto il mondo.
Checco Zalone, con il suo film uscito alla fine di dicembre, ha dato una spinta ulteriore alla già crescente moda del camminare. Sono tanti i gruppi di camminatori, appunto, che si sono formati in questi ultimi anni. Ad Arezzo, per esempio, particolarmente attivi sono quello di Antonio Martini “A Piede Libero” e quello di Paolo Chiasserini sotto il nome di Passeggiatori del Dopo lavoro ferroviario. Per non parlare dei gruppi senesi. Escursioni, ma anche gite.

Il successo del film di Checco Zalone, pone dunque l’accento su quale sarà l’impennata che avranno in generale tutti i cammini, in particolare, quello di Santiago, visto che il film tratta proprio di questo. Simone Cresti ci racconta che quando “lavoravo per un’agenzia francese che organizzava i cammini di Santiago - i percorsi sono più di uno - accompagnavo i pellegrini per circa una settimana e poi li lasciavo andare da soli. Perché il cammino di Santiago specialmente se protratto per più di una settimana, cambia davvero le persone”. E questo è il primo punto, per dire che comunque è qualcosa che colpisce davvero nel profondo e che nessuno può affrontare a cuor leggero. “Anche se - ribadisco - dopo avere camminato per una settimana, davvero ti senti cambiato dentro”.
Parlando invece di quanto il film influirà sui cammini, Simone Cresti fa un’analisi e sottolinea: “Da fine dicembre, da quanto cioè il film è uscito, sul sito SiViaggia dedicato ai cammini, ho visto un’impennata delle visualizzazioni a più 500%, toccando anche il 600%, da qui si deduce che anche chi non lo ha mai fatto, chi aveva intenzione, potrebbe cominciare a pensarci”. Ovviamente nessuno si deve inventare camminatore, perché il cammino di Santiago prevede molti chilometri al giorno e anche ospitalità a volte spartane.
“Penso che non bisogna mai perdere di vista il processo di trasformazione - dice ancora Cresti - Ma il cammino è quello che fa. Nel senso che dopo una settimana comincia davvero la trasformazione che fa il cammino. Prendiamo il film. Zalone ha cominciato il cammino in Ferrari e lo ha concluso con gli scarponi”.
Parlando invece di cammini ad Arezzo e a Siena, anche qui Simone azzarda delle previsioni: “Per quanto riguarda i cammini senesi, penso che avremo il 20 per cento in più sui percorsi - continua Cresti - La Francigena su tutti. Ma anche i percorsi dell’Aretino credo che avranno una bella partecipazione”.
Tornando più in generale al film, che ha abbracciato tutte le generazioni “ma specialmente gli over 50, perché nel film è anche questo che viene fuori il rapporto tra padre e figlia”, dice Cresti “e quindi c’è un po’ di tutto, nel senso che tocca davvero i valori più alti, condito dall’ironia alla Checco Zalone”, che quasi invita a percorrere un cammino insieme ai propri figli. E dunque per concludere ben venga un passo dietro l’altro, specialmente se fatto con responsabilità e con la voglia di cambiare davvero. Buen Camino.
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