Rischio chiusura
Sindaci del Valdarno riuniti
Una serie di azioni da mettere in campo per fare in modo che il punto nascita dell'ospedale Santa Maria alla Gruccia non chiuda alla fine del 2026. Questo è il dato saliente emerso dall'incontro che si è svolto tardo pomeriggio di oggi (martedì 27 gennaio) nelle sede municipale di San Giovanni Valdarno alla presenza di tutti i sindaci del Valdarno e del direttore generale dell'Asl Marco Torre.
Nei giorni scorsi la Regione Toscana ha reso noto che la struttura rientra tra quelle che nell’ultimo anno hanno registrato un numero di parti al di sotto della soglia minima prevista dalla normativa nazionale per i presidi ospedalieri di primo livello di 500 all’anno e ad oggi sembra che non abbia ottenuto una deroga dal Ministero della salute. Anche il Comitato percorso nascite si è espresso negativamente su ulteriori deroghe, dopo quelle di 2023, 2024 e 2025.
Torre ha ha fatto il punto sia sulle interlocuzioni istituzionali sia sul piano operativo interno, con l’obiettivo di traguardare i 500 parti nell’anno 2026. Tra le azioni annunciate figurano il potenziamento dell’offerta territoriale, anche attraverso l’introduzione di figure come l’infermiere di famiglia e di comunità, e una forte campagna di informazione e comunicazione rivolta non solo al Valdarno, ma all’intera provincia di Arezzo. “E’ fondamentale - ha detto Torre - fare conoscere ai cittadini un punto nascita che garantisce gli standard di sicurezza, ha volumi importanti e un potenziale significativo”.
Il direttore generale ha inoltre ricordato che la Regione Toscana ha già chiesto la revisione del parere negativo espresso a livello nazionale, aprendo un confronto con il Ministero della salute anche sul tema delle soglie, alla luce del calo generale della natalità.
Quindi le parole della presidente della Conferenza dei sindaci Valentina Vadi: “Per noi il punto nascita è aperto, è funzionante e tale deve rimanere fino alla fine del prossimo anno, quando dovrà raggiungere i 500 parti. Come Conferenza dei sindaci monitoreremo mese per mese la progressione della situazione. Tutti i sindaci hanno confermato la volontà di lavorare insieme ala Asl - ha puntualizzato Vadi - per raggiungere l’obiettivo dei 500 parti. Il tempo a disposizione non è molto e per questo l’obiettivo deve essere assolutamente raggiunto, mettendo in campo tutte le risorse necessarie”.
Infine le parole di Silvia Chiassai Martini, sindaco di Montevarchi sul cui territorio è la sede legale dell’ospedale: “Abbiamo una struttura d’eccellenza, un’équipe che funziona, servizi di alto livello e sicurezza per le donne. È un’opportunità non solo per il Valdarno aretino, ma anche per i territori limitrofi”.
Chiassai Martini ha però evidenziato anche criticità nella gestione delle informazioni, ricordando che il parere negativo del Comitato nazionale sulle soglie era noto da tempo: “I sindaci avrebbero dovuto essere informati prima, Avremmo potuto attivare prima una serie di azioni di difesa”.
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