IL CASO
Alberto Barelli
“Lo chiaman Baldaccio, lo vogliono eroe...”, cantava la Compagnia dei Ricomposti nel Baldaccio d’Anghiari. Una figura storica che ha sempre portato con sé un fascino particolare.
Sarà che ad Anghiari, è l’unico “eroe” che rappresenta il paese. Non ci sono pittori, non ci sono scultori, ma capitani di ventura sì. Baldaccio che visse al Castello di Sorci, è stato un eroe a modo suo. E Baldaccio è da sempre stato testimonial silenzioso, ma non troppo del suo maniero.
Fu ucciso il 6 settembre 1441 a Palazzo Vecchio da uomini al soldo del Gonfaloniere di Giustizia Bartolomeo Orlandini. Il cadavere fu poi gettato dalla finestra e trascinato in piazza della Signoria, dove gli fu mozzata la testa, esposta poi al pubblico ludibrio. Fu tumulato nel chiostro dei Morti della basilica di Santo Spirito, in Firenze, dopo l’intervento della moglie presso il papa Eugenio IV.

Proprio sulle cause della sua morte, ci sarebbero nuove ipotesi che saranno spiegate e illustrate sabato 31 gennaio alle ore 17.30 presso la Libreria del Frattempo a Sansepolcro da Alberto Barelli, figlio di Primetto patron del Castello di Sorci che alcuni anni fa aveva scritto il libro su Baldaccio edito da Minerva Editore.
La presentazione del volume sarà quindi l'occasione per l'esposizione della nuova ipotesi con la quale viene fatta luce sui veri motivi che hanno portato all’uccisione del condottiero anghiarese e che ha rappresentato per oltre mezzo millennio un vero e proprio giallo, sia rispetto ai responsabili che alle vere ragioni del delitto.
La ricostruzione di ogni aspetto dell’assassinio è stata possibile grazie all’individuazione di nuovi elementi e informazioni inedite, che permettono di riconoscere un ruolo fondamentale proprio alle vicende politiche e militari che hanno interessato Borgo Sansepolcro. Pare infatti, secondo ciò che scrive l’autore, che i motivi che hanno portato all’uccisione di Baldaccio, siano legati al dominio di Sansepolcro e alle guerre tra Stato Pontificio e Granducato di Toscana.
Più in generale verrà illustrato anche il legame di Baldaccio Bruni con la città pierfrancescana, della quale fu protettore militare, e soprattutto saranno evidenziate le ragioni che hanno portato a fare cadere l’oblio su tale pagina della storia cittadina. Non solo. Il legame tra queste vicende è anche pittorico e legato ai dipinti di Piero della Francesca.
Ma di tutto questo ne sapremo di più sabato 31 gennaio. La storia di Baldaccio sta per conoscere un’altra pagina.
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