RABBIA DEI RESIDENTI
La protesta sullo scalandrino
Un foglio, uno scalandrino e una protesta per chiedere di spostare i bidoni della spazzatura.
Succede in via Fogazzaro, traversa di via Romana.
Una strada circondata da condomini e, lungo la quale, davanti ai palazzi che riportano il civico 4 e 7 - uno di fronte all’altro - arrivano le proteste di chi ci abita.
I bidoni della spazzatura - cinque sono lì “da 35 anni”, ci dice una residente.
“Fanno rumore, alzano la polvere quando il camion li viene a svuotare e così abbiamo chiesto che vengano portati altrove”.
Lo hanno fatto inscenando una piccola e pacifica protesta e raccogliendo firme che sono già state inviate al Comune.
E lo hanno fatto quando i bidoni della spazzatura, durante i lavori di asfaltatura della strada, sono stati spostati vicino alla ferrovia.
“In una zona - dicono in via Fogazzaro - dove non ci sono case nei dintorni”.
“Quando li hanno portati via - proseguono - noi ne avevamo approfittato per fare questa raccolta firme per chiedere di lasciarli vicino alla ferrovia o di spostarli altrove. Bastava che non li rimettessero dove invece sono tornati ora e cioè davanti alle nostre case”.
I residenti, hanno documentato nel tempo che non solo quando arriva il camion a svuotarli alza polvere e quanto altro, ma anche che “negli anni questi bidoni hanno preso fuoco, ci hanno buttato dentro di tutto rifiuti tossici, eternit ed è per questo che abbiamo chiesto di portarli via. Nel momento in cui li hanno spostati, noi abbiamo approfittato per raccogliere le firme e inoltrare la nostra richiesta al Comune. Chiedevamo di lasciarli in cima alla strada”.
Ma i bidoni sono tornati e allora ai condomini dei palazzi di via Fogazzaro non è rimasto altro che inscenare una protesta pacifica.
E così hanno preso uno scalandrino e ci hanno appeso un foglio con la preghiera di non mettere i bidoni lì davanti “per inquinamento e cattivo odore”.
Ma per il momento i bidoni sono lì di nuovo “avremmo voluto un’alternanza dopo 35 anni o uno spostamento. Speriamo che il Comune ci ascolti”.
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