La condanna
Mario Roggero condannato a 14 anni e 9 mesi
Non fu legittima difesa. Non paura, ma vendetta. È su questa linea netta che la Corte d’Appello ha riscritto uno dei casi più controversi degli ultimi anni, confermando la condanna di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo, che nell’aprile del 2021 inseguì e uccise due rapinatori dopo un colpo nel suo negozio. Oltre alla pena di 14 anni e 9 mesi di reclusione per omicidio volontario, l’uomo dovrà ora pagare una provvisionale immediatamente esecutiva di 780 mila euro a titolo di risarcimento dei danni. Una cifra però non definitiva. In sede civile, infatti, le quindici parti costituite hanno avanzato richieste complessive per circa 3 milioni e 300 mila euro. Dei 780 mila stabiliti in Appello, Roggero ha già versato 300 mila euro; restano da corrispondere i 480 mila mancanti. Due immobili intestati al 71enne erano già stati sequestrati in via provvisoria e successivamente pignorati. L’ultima parola spetterà comunque alla Cassazione.

Mario Roggero durante una trasmissione televisiva
A pesare in modo decisivo sul giudizio non sono state le ricostruzioni teoriche, ma le immagini. Le telecamere di videosorveglianza interne ed esterne alla gioielleria hanno documentato l’intera sequenza: i tre rapinatori che si allontanano dal negozio per raggiungere l’auto parcheggiata poco distante; Roggero che li insegue armato di pistola; i colpi esplosi una volta che li ha raggiunti. Due di loro, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli, morirono sul posto. Per il sostituto procuratore generale Davide Greco, quella dinamica non lascia spazio a interpretazioni: si trattò di una “vendetta illegittima”.
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La difesa ha tentato di far valere la legittima difesa, sostenendo la persistenza del pericolo. Una linea respinta sia in primo grado sia in Appello. Secondo i giudici, il pericolo immediato era cessato nel momento in cui i rapinatori avevano lasciato il negozio. L’inseguimento armato all’esterno, seguito dall’uso dell’arma, ha trasformato la vittima della rapina in autore di un duplice omicidio volontario. Nel dicembre 2023, in primo grado, Roggero era stato condannato a 17 anni di carcere, a fronte di una richiesta della Procura di 14 anni. La Corte d’Appello ha ridotto la pena a 14 anni e 9 mesi, confermando però l’impianto accusatorio: duplice omicidio volontario, tentato omicidio e porto abusivo d’arma. Quest’ultimo capo d’imputazione riguarda il fatto che la pistola utilizzata non potesse essere legalmente portata fuori dal negozio.

Il gioielliere subito dopo il colpo insegue i rapinatori armato di pistola
Le vittime erano Andrea Spinelli, 44 anni, residente nel Cuneese, e Giuseppe Mazzarino, 58 anni, di Torino, insieme a un terzo complice, intorno alle 19 del 28 aprile 2021, erano entrati nella gioielleria armati di coltelli e di una pistola che in seguito si è rivelata essere un’arma giocattolo. Durante la rapina avevano immobilizzato la figlia del titolare con delle fascette, mentre all’interno del negozio si trovava anche la moglie di Roggero. Il conflitto a fuoco è iniziato all’esterno, quando il gioielliere ha raggiunto i rapinatori in fuga e ha sparato nella direzione di due di loro, mentre il terzo riusciva a dileguarsi a piedi. Una sequenza che, fin dall’inizio, ha spaccato l’opinione pubblica tra chi vedeva in Roggero un simbolo della reazione esasperata all’insicurezza e chi, invece, un caso limite di giustizia privata. Ora la vicenda entra nell’ultimo tratto giudiziario. La Cassazione dovrà stabilire se la lettura dei fatti fornita dai giudici di merito reggerà anche all’ultimo vaglio. Sullo sfondo resta una domanda che va oltre le aule di tribunale: dove finisce la difesa e dove comincia la vendetta. In questo caso, per la giustizia, il confine è stato superato.
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