RITI E TRADIZIONI
La Candelora
"Candelora, Candelora dell'inverno semo fora...se piove o tira vento, dell'inverno semo dentro...". Oggi è il 2 di febbraio e si celebra la festa della Candelora che commemora la Presentazione di Gesù al Tempio, 40 giorni dopo Natale, come narrato nel Vangelo di Luca (Lc 2,22-39). In questo giorno, Simeone riconosce nel bambino la "luce per illuminare le genti", da cui il rito della benedizione delle candele.
Origini Storiche
Le radici affondano in riti precristiani: i Lupercali romani, con fiaccole per la purificazione (februatio), dedicati a Giunone Februata, e la festa celtica Imbolc, transizione inverno-primavera. Papa Gelasio I (V sec.) sostituì i Lupercali con la festa cristiana; inizialmente al 14 febbraio (40 gg. dopo Epifania), fu spostata al 2 febbraio nel VI sec. Dal IV sec. in Oriente come Hypapante ("incontro"), si diffuse in Occidente con Papa Sergio I, evolvendo da mariana (Purificazione di Maria) a cristologica post-Vaticano II.
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Perché della Festa
Segna la fine del periodo natalizio e l'inizio verso la Pasqua, simboleggiando il trionfo della luce sulle tenebre. Le candele benedette rappresentano Cristo che illumina il mondo, proteggono da mali e calamità; anticamente, processioni con fiaccole evocavano purificazione e fertilità. Dal 1997, è anche Giornata della Vita Consacrata.
Proverbi Popolari
I proverbi pronosticano il tempo: in Toscana, "Per la Candelòra se piove o se gragnola dell'inverno siamo fora, ma se è sole o solicello, siamo ancora nell'inverno". Versione lombarda: "Se c’è sole a Candelora dell’inverno semo fora, ma se piove e tira vento nell’inverno siamo dentro". Piemontese: "Per la santa Candelora se nevica o se plora dall’inverno siamo fora, se c’è sole tira vento ne l’inverno siamo dentro". Riflettono speranze agricole sul clima.
Riti e Tradizioni
I fedeli portano candele in chiesa per la benedizione, seguono processioni con ceri accesi. In casa, si conservano per tempeste, malattie o protezione; il fumo cura contusioni. In Toscana e Maremma, legate a fuochi purificatori precristiani; uccelli iniziano nidi, galline covano uova. In Abruzzo e Alto Adige, cortei e falò; segna fine addobbi natalizi.
Questa festa unisce sacro e folklore, luce divina e cicli naturali, viva nelle campagne italiane.
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