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Panno del Casentino, rinnovata la cassa integrazione per i 12 lavoratori. Il punto sulla crisi della Manifattura

Greta Settimelli

03 Febbraio 2026, 07:46

Andrea Fastoni

Andrea Fastoni socio della Manifattura

Il tempo stabilito dal tavolo regionale è scaduto, ma ancora non è detta la parola fine per la Manifattura del Casentino, l'azienda di Soci nel comune di Bibbiena (Arezzo) che produce l'iconico Panno del Casentino.

Il primo febbraio era il termine che era stato stabilito in sede di tavolo regionale tra tutte le parti. Era stato allora che i soci della Manifattura avevano ritirato i licenziamenti per i 12 addetti, in attesa di un nuovo investitore e contestualmente attivato gli ammortizzatori sociali.

Intanto la buona notizia per i lavoratori: il rinnovo della cassa integrazione. “La cassa integrazione straordinaria è stata rinnovata giovedì 29 gennaio da Roberto Malossi (amministratore della Manifattura del Casentino, ndr)” precisa Fastoni.

I due soci, Andrea Fastoni e Roberto Malossi, avevano poi annunciato di voler procedere alla vendita dei macchinari, ma anche questa sarebbe “sospesa”, perlomeno per quello che riguarda le macchine necessarie alla produzione del Panno.

“Abbiamo sempre dichiarato che dal primo febbraio avremmo smontato i macchinari - afferma Fastoni - Noi stiamo effettivamente andando avanti con le trattative, però le dichiarazioni di Valerio Fabiani (delegato del presidente Giani per le crisi aziendali, ndr) sulla stampa, in merito all'impegno della Regione, ci ha fatto propendere per una 'sospensione' della vendita dei macchinari che servono alla produzione del Panno Casentino. Ad oggi però - rimarca Fastoni - nessuno ci ha cercato o convocato”.

Una strada, dunque, per cercare di non disperdere le peculiarità e le ricchezze, sia umane che tecnologiche, che finora hanno consentito di produrre il Panno Casentino. Era stato del resto lo stesso sindaco di Bibbiena ad annunciare l'esistenza di trattative in corso, proprio per consentire la permanenza in Casentino, nello specifico a Bibbiena, della produzione. Non è certo, però, se nel sito di Soci o altrove. Il sindaco Filippo Vagnoli auspicava come soluzione una Igp per il Panno, purché prodotto in Casentino.

Qui dentro c'è la storia del Panno Casentino - rimarca Fastoni - dal fondatore nel 1848 a tutte le vicissitudini. Penso che una certificazione sarebbe più credibile, se il Panno continuasse ad essere prodotto qui”.

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