Il caso
Un frame del servizio di Quarta Repubblica e Chiara Poggi nel riquadro
Come furono condotte le prime indagini dell’Omicidio di Garlasco, dove fu uccisa Chiara Poggi? Da brividi la ricostruzione mandata in onda lunedì 2 febbraio da Quarta Repubblica, il programma di Rete 4 condotto da Nicola Porro. Attraverso una ricostruzione effettuata tramite Ia, è stato raccontato cosa sarebbe accaduto sul luogo del delitto, dall’arrivo dei primi due carabinieri che trovarono il cancello chiuso e furono costretti a scavalcare la recinzione. Una volta nel giardino, i carabinieri si trovano davanti alla porta di casa socchiusa.
La scena che si sono trovati davanti i carabinieri (Frame servizio Quarta Repubblica)
Subito – sostiene la ricostruzione – capiscono di trovarsi davanti a una scena del crimine. "La grande pozza di sangue all’altezza delle scale, il portavaso rovesciato. E poi ancora sangue vicino al telefono fisso, lungo il muro, lungo il corridoio. E sulle scale della cantina, Chiara", spiega Claudio Rinaldi, autore del servizio, realizzato grazie al supporto dell’intelligenza artificiale.
Un carabiniere sarebbe caduto durante i rilievi (Frame servizio Quarta Repubblica)
I due carabinieri chiamano i rinforzi. "Quel giorno – spiega Rinaldi – 25 persone entrano nella villetta. Molti di loro non hanno calzari, non hanno guanti. La scena viene contaminata dalle tracce degli investigatori, tanto che i Ris, per mappare le impronte, saranno costretti poi a farsi consegnare le scarpe da chi è entrato in casa Poggi". In seguito si scoprirà che un carabiniere aveva anche consegnato le calzature sbagliate.
Clicca qui per vedere il servizio di Claudio Rinaldi, andato in onda a Quarta Repubblica
Secondo la ricostruzione, il caso si sarebbe potuto chiudere in breve. L’assassino aveva lasciato la firma: quattro impronte di polpastrelli sulla spalla sinistra della maglietta del pigiama di Chiara. Ma il servizio spiega che "la vittima sia stata girata, il tessuto si sia intriso di sangue e quelle tracce siano sparite nel nulla". Viene inoltre ricordato che in sede di autopsia nessuno ha preso le impronte di Chiara: per rimediare, la salma fu riesumata due giorni dopo il funerale. Non fu registrato nemmeno il peso del corpo, dato che avrebbe aiutato a stabilire l’ora dell’omicidio.
Un divano della villetta sarebbe stato spostato (Frame servizio Quarta Repubblica)
Claudio Rinaldi parla poi di altri errori che definisce "vere e proprie assurdità, non verbalizzate, ma accadute quel giorno all’interno della casa. Stando ai racconti, un carabiniere sarebbe caduto scivolando sul sangue, un altro avrebbe utilizzato il bagno e un terzo avrebbe addirittura spostato il divano. "È difficile stabilire oggi cosa sia vero e cosa non lo sia – aggiunge Rinaldi –. Ma sappiamo con certezza che alcuni reperti non sono mai stati analizzati in 18 anni. Come un portacenere sopra un mobile della cucina e la spazzatura, sequestrata otto mesi dopo l’omicidio e analizzata solo nella nuova indagine di oggi".
Il gatto rimasto chiuso nella villetta dell'omicidio (Frame servizio Quarta Repubblica)
Quella che il servizio definisce una lista di "sviste imperdonabili" si chiude con il destino di uno dei due gatti di casa Poggi: "È rimasto in casa. Chiuso per giorni. Se lo sono dimenticati lì e quando se ne sono accorti forse era troppo tardi". Il servizio innesca una raffica di reazioni in studio e nel dibattito si cercano i possibili perché di tanti errori. Di certo i primi militari arrivati sul luogo del delitto non avevano la preparazione adeguata per occuparsi di un giallo destinato a diventare uno dei principali misteri italiani degli ultimi cinquant’anni.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy