Sparatoria
Il luogo dello speronamento e il pm Marco Dioni
E' stato il ferito a telefonare al 118 per chiedere aiuto. Scappava come scappano i ladri dopo un furto in casa. Perdeva molto sangue dalla spalla destra, i soccorritori lo hanno trovato in mezzo agli spini verso le 22 di lunedì nella campagna di Monte San Savino. Si lamentava. Un colpo di arma da fuoco. A sparargli, mentre fuggiva nel buio, è stato un sottufficiale della Polizia stradale di Battifolle. L'episodio deve essere ricostruito nel dettaglio per accertare se l'uso della pistola è stato legittimo. Il malvivente è in arresto in ospedale, ricoverato in prognosi riservata, non in pericolo di vita. Introvabili i due complici.
Momenti concitati l'altra sera in A1 tra Arezzo e la Valdichiana: l'inseguimento da brivido di un'auto con tre individui a bordo dopo l'ennesimo furto in appartamento, a Loro Ciuffenna; il primo alt saltato dopo Arezzo sulla carreggiata sud; un paio di chilometri dopo, lo speronamento della macchina della polizia. Guardie e ladri che si affrontano, la corsa a piedi dei malfattori per i campi, di là dal guard rail e dalla recinzione.
Una di quelle situazioni in cui il rischio della vita è alto per chi indossa la divisa e cerca, per il bene di tutti, di fermare i banditi che rubano nelle case, seminano terrore, non guardano in faccia nessuno. Ora però c'è un ferito tra i malviventi e un'inchiesta inevitabilmente aperta dalla procura sullo sparo. Se si qualifica come reato, lesioni, ed è perseguibile penalmente nei confronti dell'esperto operatore della Polstrada di Battifolle, tradizionale diga contro criminali, spacciatori, truffatori e contrabbandieri.
Il ferito è un albanese classe 1993 ed è ricoverato all'ospedale di Perugia, dove lo ha trasportato nella notte in codice 3 l'eliambulanza Nibbio della Regione Umbria. I primi soccorsi li ha ricevuti dal personale dell'ambulanza con infermiere della Croce Bianca di Monte San Savino, poi la valutazione della lesione alla spalla al pronto soccorso del San Donato e la decisione di effettuare il trasferimento. È piantonato. In arresto.
Tutto è cominciato nella tarda serata di lunedì. Un'altra abitazione violata. Balordi che scassinano finestre o porte, entrano dentro e rovesciano tutto, arraffano ori e denaro, poi scappano. E la gente non ne può più. Ha impressionato il caso della moglie dell'avvocato Graverini, in città, minacciata di morte dai malviventi che brandivano il piede di porco. E chi per lavoro e per missione deve tutelare i cittadini, far rispettare le leggi, ci mette impegno, professionalità, coraggio.
Così in A1 viene segnalata l'auto sospetta, una Golf. Le pattuglie scattano. La prima prova a intimare lo stop ma viene saltata, un camionista riprende la scena dell'inseguimento e si vede la seconda auto della polizia ferma dopo lo speronamento. Sono le 20.30 passate. Qui la situazione diventa difficile. Pare che alcuni agenti e i ladri abbiano una specie di corpo a corpo. I malviventi si lanciano nella scarpata e via per i campi. Cosa succede si dovrà capire. Parte un solo colpo di pistola o ce n'è un altro prima? Il poliziotto si difende, spara per intimidire o cosa altro capita? Dopo aver atteso un po' e vagato quasi un chilometro, il ferito lancia l'sos. Nella Golf arnesi da scasso e refurtiva. Tutte le risposte dovrà darle l'inchiesta in mano al pm Marco Dioni, con attività delegata alla squadra mobile.
Le bande scorrazzano sulle nostre strade, le forze dell'ordine contrastano. Dalle parti di Arezzo è un inverno da brividi.
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