ECONOMIA
L'area ex Lebole una pianura
Pianura Lebole. Addio degrado e manufatti abbandonati. Rasa al suolo l'ex cittadella della produzione manifatturiera che ha fatto la storia dell'economia aretina del dopoguerra. Da oltre un decennio terra di nessuno e simbolo del degrado adesso, grazie all'acquisizione di mister Prada, l'area strategica si prepara a vivere una seconda gioventù. In pochi mesi sono state abbattute le palazzine. Il terreno è stato trasformato in un cumulo di macerie. Resta solo da concludere la fase dello smaltimento. Adesso si lavora per la rimozione dei detriti e già in parte è ben visibile l'area libera. Le demolizioni avviate ad ottobre sono praticamente concluse.
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“Siamo felicissimi” commenta l'assessore all'urbanistica Francesca Lucherini “di vedere l'area ripulita. Una tappa importante per la riqualificazione che rappresenta una svolta importante per la città. Grazie a Bertelli anche per la rapidità. Qualsiasi altra persona avrebbe impiegato un anno a demolire i manufatti. Demolire e smaltire sono fasi che richiedono tempi lunghi. Bertelli invece in tre mesi ha praticamente cancellato il degrado restituito alla città l'area ripulita. È un imprenditore che quando dice scrive. Ci aveva detto voglio vederla demolita e così è stato in tempi record. Adesso aspettiamo di conoscere il progetto. Ci ha detto che una volta ripulita avrebbe deciso. Sicuramente ha già in mente un'idea e siamo desiderosi di ascoltarlo. Una bella svolta dopo la preoccupazione che ci volessero sei mesi”.
Resta ancora un'incognita il futuro dell'area ex Lebole ma quel che è certo che l'area tornerà ad essere un bel biglietto da visita. “Sarà sicuramente un bel progetto” commenta Lucherini “affidato ad architetti di rilevanza. Aspettiamo con curiosità di veder fiorire uno spazio urbano bellissimo e presto dimenticheremo l'area dismessa per anni brutto biglietto da visita. Patrizio Bertelli è un aretino che vuole bene alla città e sarà orgoglioso di realizzare un progetto di cui andare fiero. Sono certa che sarà capace anche di realizzarlo non in tempi biblici ma sicuramente, da grande imprenditore qual è, in tempi record”.
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A Palazzo Cavallo ferve quindi l'attesa di ospitare Mister Prada. “Restiamo fiduciosi e contenti certi che farà un bel regalo alla città”.
Ma quali sono gli scenari che potrebbero aprirsi dal punto di vista dell'iter. “Se il progetto prevedesse ciò che già è stato approvato nella variante, la strada sarà più semplice essendo già definite le metrature del commerciale, direzionale e residenziale. Se serviranno variazioni urbanistiche sull'area in questo caso dovranno passare dal consiglio comunale che sarà chiamato a pronunciarsi sull'approvazione del nuovo progetto”.
Per gli aretini che transitano sul raccordo in direzione Arezzo sale un pizzico di nostalgia ma anche la felicità di vedere ripulire un'area di accesso alla città trasformata dal simbolo di produzione e occupazione tutta in rosa e quindi di emancipazione in un emblema del degrado e dell'illegalità. Arretrati i capi di moda, dopo l'addio delle leboline le gigantesche stanze sono state occupate da chi vive ai margini della società. Recenti e ancora vive le immagini dei ripetuti blitz delle Forze dell'Ordine impegnate nel ripristinare la legalità all'interno di una cittadella del degrado. A vuoto i ripetuti progetti pensati per recuperare l'area e riqualificare le palazzine. Il 2025 è stato caratterizzato come l'anno della svolta per l'area dell'ex Lebole. L'acquisizione da parte di Patrizio Bertelli è stata accolta favorevolmente dalla cittadinanza. Adesso per chi transita la visuale inizia ad apparire quella della pianura. Restano in piedi poche strutture ma la sensazione è che spianati i resti di quello che restava della storica industria tessile poi si incominci a lavorare per la ricostruzione. E chissà che non arrivi prima del previsto l'annuncio di quello che mister Prada regalerà alla comunità aretina grazie a un progetto al quale la città si prepara a dare il benvenuto con la consapevolezza che l'area strategica rigenerata restituirà dignità ad un pezzo di città e alla sua memoria.”
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