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POLITICA

Sindaco di Arezzo, Marco Donati: "Se sarò eletto devolverò il 10% ai progetti per i giovani"

Si infiamma il clima politico in vista delle elezioni

Greta Settimelli

08 Febbraio 2026, 01:10

Marco Donati

Marco Donati

“In questa città può fare tutto il sindaco? No, ma qualcosa in più sicuramente sì”. Non usa mezzo termini Marco Donati nella sua critica all’attuale amministrazione di Arezzo a guida centrodestra. A pochi mesi dal voto per le amministrative, l’ex parlamentare oggi capogruppo di Scelgo Arezzo all’opposizione in consiglio comunale, ribadisce la sua ferma volontà di candidarsi a sindaco e di ascoltare i bisogni della città. Ieri mattina l’incontro al gazebo allestito al mercato della zona Giotto, presenti anche i rappresentanti delle liste che lo sostengono. Non si parla di alleanze.

Riceviamo ogni giorno attestazioni di stima da parte di cittadini, anche iscritti a vari partiti – spiega Donati - è innegabile che questa mattina (ieri per chi legge, ndr) qui si siano fermate persone di centrosinistra e centrodestra: simpatizzanti, elettori, anche iscritti. Ci dicono: perché non date una mano, perché non stiamo insieme? Tutte cose molto belle, che ci riempiono d’orgoglio e ci spingono ad andare avanti nel percorso, non fanno altro che rafforzare che questo progetto è centrale nel panorama cittadino, nel senso che si sta ponendo all’attenzione. Tutti parlano di possibili candidati a sindaco, ma attualmente in campo ce ne sono due: Marco Donati e Michele Menchetti. Il resto speriamo trovi chiarezza anche perché tra un po’ si vota”.

Sul fatto che sia stato cercato da esponenti di centrodestra, ecco le parole di Donati: “Io non ho mai dichiarato niente di tutto questo, però siamo consapevoli che persone che hanno ruoli hanno manifestato simpatia nel nostro progetto – precisa Donati - Il dibattito pubblico, purtroppo, non è sui problemi della città”.

Donati, poi, lancia una proposta in caso di elezione a sindaco. “Nei tavoli di confronto che abbiamo organizzato numerose associazioni e tanti giovani hanno chiesto un rinascimento culturale per la città. In caso di vittoria - e chiederemo a titolo personale anche a tutti gli assessori di fare altrettanto - rinuncerò al 10% delle indennità, da destinare a un fondo per le politiche culturali in città. I giovani potranno, con un percorso partecipativo, decidere dove destinarle. Sarà alimentato anche da risorse pubbliche e poi, ovviamente, un coinvolgimento delle associazioni culturali. Quindi l’idea di una città viva nel quale un nuovo umanesimo trattenga i giovani, li renda protagonisti, dia loro gli strumenti per interpretare meglio la tecnologia, che è uno strumento del quale non si può fare a meno, ma che oggi è particolarmente impattante”.

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