Arezzo
Giusy Conti e l'aula al Liceo Classico
“Giusy venne da me e mi chiese: professore mi può interrogare che nei prossimi giorni devo andare via a vedere la partita Juventus - Liverpool”.
Ricordi di insegnanti e compagni di classe, commozione e omaggio al Liceo Classico e Musicale Francesco Petrarca di Arezzo, dove sabato 7 febbraio si è tenuta una semplice ma intensa cerimonia in memoria di Giuseppina Conti. Una delle 39 vittime dell’Heysel, il 29 maggio 1985 a Bruxelles quando la furia cieca degli hooligans inglesi che attaccarono gli spettatori juventini nella curva Z provocò una carneficina. Due gli aretini che persero la vita, Giusy e il giovane medico Roberto Lorentini, travolto mentre soccorreva un bambino.

La studentessa di Rigutino aveva 17 anni e rimase anche lei schiacciata nel settore maledetto. L’istituto scolastico che frequentava con profitto, la seconda liceo (il quarto anno per intendersi) fin da subito le dedicò l’aula dove ogni mattina seguiva le lezioni con gli studenti. Sulla parete c'è una targa.
Il professore di scienze e chimica Salvatore Renato Minici ha ricordato la ragazza diligente e coscienziosa che in attesa di quel grande evento sportivo, la finale della Coppa dei Campioni, voleva essere a posto con le interrogazioni di fine anno scolastico: prima il dovere e poi il piacere.
Le compagne hanno sottolineato il carattere altruista, luminoso e candido di Giusy. La passione sportiva e l’entusiasmo con il quale uscì dall’aula: “Ciao ragazzi torno con la Coppa”.
Alla cerimonia al liceo, c’era anche Claudio Santori, il professore di greco di allora e vice preside che le firmò la giustificazione per l’uscita anticipata il giorno prima.

La preside Lisa Sacchini ha fatto gli onori di casa annunciando l’incontro con gli studenti che ci sarà martedì 10 febbraio nella Sala Vasariana con i giovani di oggi che scopriranno la ragazza, la sua storia, ora svelata in un libro, il suo messaggio positivo che scaturisce dalla sua pur breve vita. Con lei la professoressa Elena Saletti che ha curato l’iniziativa.
Commossi alla cerimonia il babbo di Giusy, Antonio Conti, al quale l’istituto scolastico ha consegnato un mazzo di fiori, e il fratello Francesco.

Toccante l’ingresso nell’aula di Giusy con all’esterno la targa: oggi ci studiano ragazzi della sua età, del musicale, e uno di loro ha suonato un brano di grande impatto. Alla cerimonia, anche i rappresentanti degli studenti che hanno seguito con partecipazione, raccogliendo il testimone, come una fiamma olimpica, consegnato loro da Giusy.

La Ragazza dai Pantaloni verdi - Giusy, la Juve, l'Heysel è il libro su Giusy Conti, scritto da Luca Serafini - presente alla cerimonia e che sarà all’incontro con le classi del 10 febbraio -: una copia è stata consegnata al Liceo Classico, dove Giusy è tornata idealmente dopo esserne uscita piena di gioia e di vita e non è più tornata. Un fiore è stato deposto nell'aula dove costruiva il suo futuro dando il meglio di sé e dove ha lasciato un prezioso bagaglio di ricordi in chi l'ha conosciuta.

Riscoperta dopo 40 anni Giusy, ragazza degli anni Ottanta, è testimone di un’esistenza pulita, consapevole, ricca di valori. Vittima di violenza e mancanza di rispetto da un lato, e di colpevole disorganizzazione dall’altro: due mali difficili da estirpare come l’attualità purtroppo ricorda.
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